Natale, 200 mila italiani in fuga da Milano e le scuole restano senza insegnanti

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Tra le tante conseguenze del piano Natale del governo, che imporrà la zona rossa agli italiani per tutto il periodo delle feste e terrà chiusi i negozi, c’è anche l’ovvia corsa dei cittadini per tornare ai luoghi di residenza o avvicinarsi ai parenti, così da poter trascorrere con loro le prossime settimane. Con due conseguene, anche queste facilmente prevedibili da tutti tranne che dall’esecutivo: un ulteriore danno per le poche località turistiche in cui si sono registrati visitatori, che hanno ridotto il tempo di permanenza per non rischiare di incappare in qualche restrizione dell’ultima ora, e il drastico calo di personale scolastico in alcune città, rimaste sostanzialmente a secco di insegnanti.

Natale, 200 mila italiani in fuga da Milano e le scuole restano senza insegnanti

Stando alle stime del Corriere della Sera, per esempio, da Milano nelle prossime ore si sposteranno verso le altre Regioni d’Italia circa 200 mila persone: 80 mila in aereo, 50 mila in treno, il resto in autostrada. Scene di affollamento, per fortuna senza pericolose calche, si sono viste anche a Malpensa, o nelle stazioni di Torino e Roma. Un fuggi fuggi figlio del clima di grande incertezza con cui il governo ha avvolto lo Stivale, e che ha spinto molti italiani ad affrettare i tempi di rientro onde evitare guai. Concentrando così gli spostamenti in pochissimi giorni, proprio quello che in epoca di pandemia si sarebbe dovuto evitare.

Natale, 200 mila italiani in fuga da Milano e le scuole restano senza insegnanti

“Continuo a chiedermi perché il 21, 22 e 23 dicembre non sia stato consentito muoversi, evitando affollamenti dell’ultima ora” si è chiesto sorpreso il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Non l’unico, in queste ore, a esprimere forti perplessità per le scelte del governo, che hanno trovato resistenza anche all’interno della stessa maggioranza giallorossa. Oltre ai pericolosi ingorghi nei luoghi-chiave per il trasporto, c’è come detto un secondo problema: la tenuta del sistema scolastico ha iniziato di colpo a vacillare. Più di una scuola milanese finirà così per chiudere con due giorni di anticipo a causa delle troppe richieste di permesso da parte degli insegnanti.

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La primaria Console Marcello e l’istituto comprensivo Paolo e Larissa Pini, per esempio, hanno già annunciato di dover proclamare lo stop, non riuscendo a garantire la didattica. Altri istituti seguiranno a breve l’esempio, tra la rabbia delle famiglie che si chiedono come abbia fatto il governo a non prevedere, ancora una volta, quello che sarebbe successo.

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