nascono-i-centri-di-produzione-musica,-5-dedicati-al-jazz

Nascono i Centri di Produzione Musica, 5 dedicati al jazz

Ammessi al Fus. Piovani, la musica abbatte le barriere

(ANSA) – ROMA, 28 LUG – È un passaggio storico quello che vede l’approvazione ai fini del finanziamento Fus dei sette Centri di Produzione Musica di cui cinque operano prevalentemente nell’ambito della musica jazz: è il risultato di anni di confronto e dialogo con il ministero della Cultura da parte degli organismi coinvolti e delle maggiori realtà di rappresentanza del settore, in primo luogo l’Associazione I-Jazz e la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.

    L’ufficializzazione è arrivata con il decreto del direttore generale dello Spettacolo del 19 luglio.

    I cinque centri che operano nel settore del jazz e che vengono ammessi al finanziamento sono il Centro Adriatico Produzione Musica Ets di stanza a Pescara, We-Start – Piemonte Orientale Music per iniziativa di Associazione Rest-Art di Novara, il Centro diretto dall’Associazione Time in Jazz di Berchidda, il Centro Produzione Musica di Roma, con Casa del jazz ed Auditorium Parco della Musica (Fondazione Musica per Roma), Toscana Produzione Musica Ets sull’asse Firenze-Pisa (cinque soggetti aderenti a I-Jazz).

    La nascita di luoghi strettamente impegnati sulla produzione di opere nuove – fanno notare Fondazione Musica per Roma e I-Jazz – avrà un impatto sulla qualità e quantità di nuovi progetti artistici, con una auspicabile e crescente presenza di nuovi talenti.

    Sarà la Casa del Jazz, gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la sede nella quale verrà attivato il coordinamento dei cinque Centri, il fulcro della rete del mondo del jazz che si unisce e continua a fare sistema.

    “Sono benedetti i decreti e tutte le iniziative della politica – commenta Nicola Piovani – a favore delle attività musicali e della musica non solo punto di vista estetico ma anche dal punto di vista dell’aggregazione sociale. Non mi stancherò mai di ripetere, se all’inizio, quando è nata l’Unione europea, avessero speso qualche spicciolo in più per creare orchestre, corpi di ballo, compagnie europee, forse sarebbe più facile anche superare certe barriere politiche ed economiche oggi. Siamo felici per questo decreto: speriamo che l’attività sia all’altezza del decreto e speriamo soprattutto che il cammino non si interrompa bruscamente”. (ANSA).

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.