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Musica alta, alcol e cori fino alle 3 Il rave party alla pescaia sull’Arno

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8 luglio 2020 – 11:32

Notte insonne a Santa Rosa dopo i fuochi in Santo Spirito: decine di chiamate alla polizia

di Antonio Passnese

«Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana». Il tormentone pop lanciato quest’inverno da «Propaganda Live», su La7, e condiviso da migliaia di italiani, domenica notte è stato la colonna sonora dell’ennesimo rave party organizzato nella Pescaia di Santa Rosa dagli stessi movimenti e collettivi che venerdì, dopo la mezzanotte, hanno tenuto un flash mob sul sagrato della basilica di Santo Spirito in cui sono stati accesi decine di fumogeni rossi che peraltro hanno anche intossicato due anziani che vivono in piazza (un’azione, questa, che ha spinto 12 fiorentini dell’Oltrarno a presentare una denuncia ai carabineri per disturbo della quiete pubblica, danneggiamento di bene storico-comumentale e violazione misure anti coronavirus).

Sembra che gli organizzatori del flash mob e della manifestazione antifascista di sabato abbiano voluto chiudere il fine settimana di protesta con dj, musica commerciale e vocalist ad animare un pubblico — composto soprattutto da giovanissimi — alquanto alticcio. Purtroppo, non è la prima volta che le sponde dell’Arno si trasformano in una gigantesca discoteca all’aria aperta, con alcol a volontà venduto a pochi euro. Nel solo mese di giugno, subito dopo il lockdown, i residenti raccontano di aver assistito «ad altri 2 rave organizzati sotto le spallette di piazza del Cestello».

Davanti a ponte Vespucci, nella notte tra domenica e lunedì, circa 150 persone si sono date appuntamento per un party non autorizzato ma monitorato dalla polizia che, anche per la violazione delle misure sul distanziamento sociale e sull’obbligo della mascherina, sta valutando se procedere con le denunce. I balli sfrenati, la musica alta, i cori e le grida hanno tenuto svegli i residenti di San Frediano e Borgognissanti fino alle 3 del mattino. E in tanti hanno preso d’assalto i centralini delle forze dell’ordine per chiedere un intervento e lo sgombero di quel pezzo di fiume occupato abusivamente.

«Non ci sono più regole, non c’è più alcuna legge che tenga, non c’è più alcun rispetto — si arrabbia una residente che ha passato la notte di domenica a rigirarsi nel letto nella speranza che quella tortura musicale finisse — Anche i miei bimbi, che hanno 2 e 4 anni, hanno passato la notte in bianco. Così non si vive, a Firenze tutti fanno tutto perché si sentono impuniti. E la dimostrazione l’abbiamo avuta tre notti fa alla Pescaia».

Un gruppo di residenti della zona sta preparando una lettera-appello da inviare all’amministrazione comunale, e in particolare al sindaco Dario Nardella, per chiedere che gli accessi alla Pescaia di Santa Rosa vengano bloccati, anche perché tutta la zona è ancora un cantiere, delimitato da transenne, plastica arancione e cartelli che vietano l’ingresso per motivi di sicurezza. Non solo. Dopo la festa, tra il fiume e la Pescaia si contavano centinaia di bottiglie, bicchieri di plastica e mozziconi di sigarette abbandonati. «Non si può continuare in questa maniera — denuncia il consigliere comunale della Lega, Andrea Asciuti, che ha realizzato un video del rave rave party alle 2 del mattino e lo ha postato sui social network — occorre un maggior controllo della città, più pattuglie per le strade, una maggior tutela per tutti i cittadini».

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8 luglio 2020 | 11:32

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