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firenze

13 agosto 2020 – 08:59

Il dossier con foto e video sulle notti senza regole

di Antonio Passanese, Edoardo Semmola

Li hanno visti e ripresi col cellulare mentre abbattevano le fioriere del ristorante «La Casalinga» in via dei Michelozzi, visti e ripresi rompere una colonna in pietra di palazzo Pannochieschi, visti e ripresi trasformare il sagrato della Basilica di Santo Spirito in una dancehall. E poi le distese di bicchieri e bottiglie rotte al mattino, l’odore di urina dalla facciata della Basilica, da via dei Coverelli, del Presto di San Martino, e via dei Preti. E ancora tante altre volte, tante altre situazioni «intollerabili». Settimana dopo settimana. E così ieri, dopo tanti esposti individuali, una quarantina di residenti di Santo Spirito hanno deciso di farne uno collettivo, corredato da nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono di tutti gli estensori. Soprattutto corredato di un ricco gruppo di materiali video di prova. «Dovevamo e volevamo informare Prefettura, Questura e Procura della situazione in cui stiamo vivendo», spiega uno dei promotori, Iacopo Martini, residente di via de Coverelli. «Non ci aspettiamo niente, ma il primo passo andava fatto». E intanto, poiché ritengono «che le doglianze precedentemente presentate non siano mai state prese in degna considerazione», come si legge nell’esposto, i 40 si sentono in dovere di giungere «a tale spiacevole conclusione» — l’esposto — «se solo si considera che tutte le sere, in piazza Santo Spirito e nelle aree circostanti, presta il proprio servizio un numero assolutamente inadeguato di appartenenti alle forze dell’ordine, a causa dell’evidente assenza di una seria e auspicabilissima politica di contenimento e dissuasione». Parlano dei presidi di polizia come composti «da soggetti costretti, loro malgrado, a concorrere nella commissione delle numerose violazioni che si perpetrano nel luogo in parola». Eppure, aggiungono, «Firenze non è Milano né New York», per questo gli sembra «alquanto strano» che «il sindaco, il questore, le forze dell’ordine e il Prefetto non siano in grado di mantenere l’ordine». Chiedendo che la Procura «voglia disporre gli opportuni accertamenti» e «valutando gli eventuali profili d’illiceità penale», intendono dunque «formulare querela nell’ipotesi in cui dagli accertamenti svolti» emergano «fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte». E chiedono di essere informati su eventuali profili di reato riscontrati. «La ripresa della cosiddetta movida in piazza Santo Spirito — prosegue l’esposto — viene vissuta dai residenti come un assedio posto in essere da parte di centinaia se non addirittura migliaia di soggetti che vi si riversano durante le serate estive, dall’imbrunire alle prime luci dell’alba». Al punto che «siamo costretti a fuggire dalle nostre case nei fine settimana». Il fronte anti-movida dell’Oltrarno è arrivato «a un punto di non ritorno». «Proprio due sere fa io stesso ho visto due ragazzetti prima urinare sul muro e poi prendere a calci una macchina con una violenza inaudita». «Tutti i tentativi fatti dalle istituzioni — commenta Martini — hanno prodotto poco e niente: grazie alla collaborazione con i commercianti siamo riusciti a far aprire i bagni gratuiti, ma i molesti continuano a orinare per strada, come niente fosse». E ora che si avvicina la fine della Ztl «ho l’ansia dell’invasione». «Parlavano di piazza chiusa, di usare i contapersone: sono tante le misure che avevano detto di voler prendere ma qui siamo nella terra di nessuno — conclude il residente — Sotto casa mia, oltre a pisciare spacciano e si fanno piste di coca come nulla fosse. Non posso aprire le finestre».

13 agosto 2020 | 08:59

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