moto2-e-moto3-a-le-mans,-40-cadute-in-due-giorni:-nel-mirino-freddo-e-gomme

Trentatré cadute venerdì, e diverse altre brutte scivolate sabato mattina. Il Gran premio di Le Mans si sta rivelando un calvario per i piloti della Moto2 e della Moto3. Sotto accusa le basse temperature della pista, dove si corre tradizionalmente in estate, e gli pneumatici portati dalla Dunlop, fornitore unico per entrambe le categorie.

La caduta di Luca Marini, leader del Mondiale della classe media, finito all’ospedale con sospetta frattura del malleolo sinistro, ha suscitato un coro di pareri preoccupati. Primo far tutti quello del fratello Valentino Rossi: «Gomme troppo dure, i piloti fanno troppa fatica. Anche con le gomme da asciutto con cui si possono fare tranquillamente 40 o 50 giri…».

Sullo stesso tenore il commento di Francesco Bagnaia, ex iridato della Moto 2 (oggi in MotoGp con Pramac Ducati), che conosce bene il problema: «Le gomme della Moto2 sono vecchie. C’ho corso fino a due anni fa e so quanto il rendimento cambi da una domenica all’altra». Venerdì Marini era caduto in FP1 appena uscito dalla corsia box, Fabio Di Giannantonio dopo un impressionante high-side al mattino ha dovuto saltare il turno del pomeriggio.

Il pesarese si è ripresentato sabato mattina, dolorante ma per fortuna senza fratture al piede, ed incredibilmente ha centrato la top dieci in FP3, ma nel frattempo molti suoi colleghi sono caduti malamente rilanciando anche in condizioni d’asfalto asciutto la polemica sulla durezza delle coperture inglesi. Jorge Martin, tra gli spagnoli più forti, ha perso il controllo della sua moto addirittura sul dritto, per una problema dell’anteriore. Caduti anche Canet, Roberts, Baldassarri, Bezzecchi e altri… Un conteggio preoccupante che dovrebbe indurre la Dunlop a una riflessione sulla fornitura per le gare del motomondiale.

10 ottobre 2020 (modifica il 10 ottobre 2020 | 12:43)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *