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Aveva 37 anni Alessia Ferrante, l’influencer figlia dell’ex calciatore pugliese Renzo, morta venerdì pomeriggio durante un intervento di chirurgia plastica in un poliambulatorio privato di Monopoli. Ora la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta: la donna sarebbe andata in arresto cardiaco subito dopo la somministrazione dell’anestesia. È stato il titolare dello studio medico, il chirurgo plastico Francesco Reho, a chiamare i soccorsi. Quando l’ambulanza è arrivata gli addetti del 118 hanno tentato invano manovre rianimatorie. Il pm di turno, Gaetano de Bari, ha ordinato il sequestro della struttura e nelle prossime ore disporrà l’autopsia.

Il malore dopo la somministrazione dell’anestetico

Stando a quanto accertato finora, la donna si sarebbe dovuta sottoporre, in anestesia locale, a un intervento di asportazione di tessuto adiposo dalle gambe. Immediatamente dopo la somministrazione del farmaco anestetico, Ferrante ha avvertito un malore. In passato si era sottoposta a diversi altri interventi di chirurgia plastica in altri studi medici, mentre l’ultimo, risalente all’ottobre 2019, era stato eseguito nello stesso poliambulatorio del dottor Reho.

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Chi era

Alessia Ferrante, 37 anni, figlia dell’ex calciatore pugliese Renzo Ferrante, aveva una passione smisurata per l’estetica. La guidava un’idea di perfezione del copro, tanto che aveva già affrontato vari interventi chirurgici. Di questo suo interesse ne aveva fatto un’attività ed era diventata una vera e propria influencer da 107mila followers su Istangram e con migliaia di like sotto ogni suo scatto. Alessia lavorava come promoter, collaborando con una serie di studi medici in tutta Italia, compreso lo studio medico privato di Monopoli del dottor Francesco Reho, dove si era recata per un intervento che si era detto di liposuzione ai glutei e che le è costato la vita.

La Ferrante in uno dei suoi post su Instagram
La Ferrante in uno dei suoi post su Instagram

L’avvocato

«Ma di intervento non propriamente si può parlare — chiarisce Gregorio Baldassarre, l’avvocato difensore di Reho — dal momento che la metodica si eseguiva in regime ambulatoriale. E poi — continua il legale — la parte chirurgica non era ancora iniziata. Era stata solo eseguita l’anestesia locale, con un farmaco peraltro di uso comune». Da lì il malore e poi la morte. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, chiamati dallo stesso medico resosi conto della serietà della situazione. Allertati anche i Carabinieri ai quali sono affidate le indagini. L’avvocato Baldassarre tiene a specificare che, allo stato attuale, il suo assistito non è indagato, ma è stato solamente ascoltato dai Carabinieri come persona informata dei fatti.

I lutto

La salma della ragazza si trova nell’obitorio del cimitero di Monopoli a disposizione dell’autorità giudiziaria e dopo la nomina di un medico legale verrà eseguita nei prossimi giorni l’autopsia per capire quale sia stata la causa del decesso. «Il dottore — aggiunge l’avvocato — è scosso e provato da quanto accaduto e desideroso di conoscere la verità». Lo studio medico, stando a quanto riferisce ancora il legale, non è stato sequestrato, ma è stato il dottore a consegnarne le chiavi agli inquirenti, mentre il farmaco iniettato è stato acquisito dai Carabinieri. Lo studio inoltre, nonostante le restrizioni per il contenimento del contagio del coronavirus, poteva restare aperto. «Ha un codice Ateco che glielo consente — conclude Baldassarre — Sul carattere di urgenza dell’operazione stiamo facendo le opportune valutazioni del caso». Amica di molti calciatori — soprattutto delle serie minori — e di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, Alessia era molto nota a Bisceglie. Tanto che la stessa società di calcio cittadina, nel pomeriggio di oggi, ha voluto esprimere pubblicamente il cordoglio per la sua improvvisa scomparsa.

11 aprile 2020 (modifica il 11 aprile 2020 | 17:44)

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