mkhitaryan-scrive-a-trump,-putin-e-macron:-«fermate-la-guerra-in-armenia»

Sono parole piene di paure e tormento quelle pubblicate da Henrikh Mkhitaryan, centrocampista offensivo della Roma, nella lettera pubblicata sui social e indirizzata ai presidenti di Stati Uniti, Russia e Francia: Donald Trump, Vladimir Putin ed Emmanuel Macron. Il giallorosso torna a parlare della guerra tra Armenia (il suo paese) e l’Azerbaigian. Una prima volta aveva preso posizione a fine settembre, chiedendo «di evitare un altro genocidio» e appellandosi alla Turchia per «interrompere ogni supporto e neutralizzare questo attacco, compreso il reclutamento di terroristi stranieri per attaccare il popolo armeno».

Due settimane dopo questo appello, Mkhitaryan ha deciso di pubblicare una lettera sui social: «Sono un atleta professionista che rappresenta orgogliosamente in tutto il mondo l’Armenia.

Oggi scrivo questa lettera con grandissime preoccupazioni. Mentre il mondo è testimone di una tragica guerra senza precedenti in Nagorno Karabakh, permettetemi di dar voce alla profonda preoccupazione che il mio paese si trovi in grande pericolo».

Il centrocampista poi entra più nel dettaglio su questo scontro armato: «Mentre la guerra entra nella seconda settimana di scontri, l’Armenia e l’Artaskh continuano a difendere il proprio diritto di essere una Nazione indipendente, di continuare a esistere sui territori storicamente occupati e di preservare il proprio patrimonio di valori Cristiani conosciuto in tutto il mondo. Con l’intensificarsi degli scontri militari negli ultimi giorni, è estremamente triste vedere come l’esercito dell’Azerbaigian stia deliberatamente puntando obiettivi come scuole e asili, residenze civili, ospedali e altre infrastrutture, nella Capitale e in altri centri densamente abitati».

Da qui l’appello di Mkhitaryan: «Tutto ciò non può che definirsi un crimine di guerra e l’attuale situazione è al limite della catastrofe umanitaria. In più tutto questo avviene con l’intervento di combattenti stranieri ed in prossimità dei confini della Confederazione Russa e dell’Unione Europea, fatto che costituisce una minaccia diretta anche per i vostri Paesi». Infine: «Siamo lasciati soli nella nostra battaglia contro il terrorismo internazionale. Come storici alleati dell’Armenia il vostro intervento per fermare questa guerra devastante è di vitale importanza. I nostri giovani muoiono al fronte o rimangono irrimediabilmente menomati, invece di avere la possibilità di partecipare alla costruzione del futuro del Paese. Dal profondo del mio cuore vi chiedo di fare tutto quanto è in vostro potere per interrompere questa tragedia e riportare le parti a negoziazioni pacifiche».

7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 09:29)

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