milan,-theo-hernandez:-«con-ibra-e-cambiato-tutto,-ora-possiamo-vincere-il-derby.-pioli?-per-fortuna-e-rimasto»

Theo corre veloce. Nel giardino della sua casa in provincia di Como («Milano è meravigliosa, adoro il Duomo, i grattacieli, i negozi, i ristoranti, ma ho bisogno di spazio per me e per i miei tre cani») come sul prato di San Siro, dove a forza di sfrecciare sulla fascia sinistra è diventato un idolo assoluto dei tifosi milanisti. Che ora hanno un sogno, anzi due: tornare a vincere il derby dopo troppe delusioni e rigiocare la Champions. Su entrambe le questioni, il terzino d’attacco marsigliese ha le idee chiarissime: «Oria siamo un altro Milan, possiamo farcela».

Il Milan però ne ha persi quattro di fila, di derby

«Sì ma stavolta possiamo vincere. Ora abbiamo una squadra molto buona, c’è un gruppo vero. E la tifoseria è con noi. C’è tutto».

Il derby è l’incrocio con Hakimi, suo amico, suo ex compagno al Real: su quella fascia sarà una sfida nella sfida, chi vince?

«Gran giocatore. Ma non lo farò passare».

Lei come vive l’emergenza Covid?

«Come tutti. Dobbiamo essere rispettosi. E attenti».

Nel 2020 siete primi in classifica, non perdete da 19 partite. Se lo aspettava?

«Abbiamo lavorato tanto durante la quarantena, non è un caso che non abbiamo mai perso. Ma la strada è lunga».

Cresce il Milan ma cresce anche lei

«Sono qui da un anno, calcisticamente il più bello della mia vita. Vivo un sogno. Dopo le difficoltà degli ultimi due anni non mi aspettavo una crescita così rapida, ma so che giocatore sono, so le mie qualità. Quando sono arrivato l’ho detto: voglio diventare il miglior difensore laterale».

Al mondo?

«Ce ne sono molti e forti in quel ruolo, ma dopo un anno così ho capito che posso riuscirci. Devo però continuare a lavorare. Lo devo a Maldini che mi ha voluto, ai miei compagni che mi aiutano e al mio allenatore che mi sta facendo crescere».

Già, Maldini. È stato lui a volerla a tutti i costi. Non c’era la coda, lei aveva la fama del bad boy

«Da ragazzino ho fatto qualche stupidaggine, ma in realtà mi considero tranquillo e allegro. Maldini per me è stato fondamentale, quando mi ha chiamato non ho avuto dubbi. Il Milan è il Milan. E poi c’era lui, un campione assoluto. I suoi consigli sono preziosissimi».

In cosa le dice che deve migliorare?

«Fase difensiva e concentrazione».

E Pioli quanto conta?

«Da quando è arrivato, le cose sono state chiare. Ci ha detto cosa fare e come farlo. È arrivato in un momento molto difficile, non vincevamo e la tifoseria non era contenta. Siamo cresciuti moltissimo. La squadra, ma anche io personalmente. È eccezionale. Quando è uscita la notizia che poteva andarsene, non ho capito perché: stava facendo benissimo. Ma per fortuna è rimasto. E ora siamo lassù».

Non con tutti gli allenatori c’è però feeling. Il c.t. francese Deschamps non l’ha chiamata in Nazionale, nonostante una stagione eccezionale.

«A volte gli allenatori hanno le loro idee e i loro giocatori, però onestamente mi sembrava che dopo un anno così… Comunque continuerò a lottare perché mi chiami. Il mio obiettivo è l’Europeo. Ho un anno per riuscirci. Sarei il ragazzo più felice del mondo a giocare in Nazionale».

Con suo fratello Lucas, magari.

«Sarebbe un sogno. Spero succeda. È un fratello, ma è anche il mio migliore amico, è tutto. Come mia mamma. Sono le due persone più importanti della mia vita. Ci ha aiutato da sola, ci ha cresciuto da sola. Senza di lei, io e Lucas non saremmo dove siamo ora».

Anche suo padre è stato calciatore. Se n’è andato di casa quando eravate bambini. Che rapporto ha con lui?

«Di lui non parlo».

A Milano ha trovato anche l’amore.

«Zoe mi ha reso felice».

In un anno è diventato un idolo della tifoseria

«Perché lavoro tanto. E perché corro tanto».

Lei ha 23 anni: Milan punto di partenza o di arrivo?

«Sono felice, è come casa mia. Sono qui per tornare in Champions. Col Milan».

Quanto sarebbe importante tornarci subito?

«C’è feeling, con l’allenatore e tra noi. Sarà dura, ma vogliamo farcela. E possiamo».

E se ci riuscite?

«Mi tingo i capelli di rosso e di nero. In mezzo, lo scudetto del Milan».

10 ottobre 2020 (modifica il 10 ottobre 2020 | 07:12)

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