milan-pronto-a-rinnovare-donnarumma-e-calhanoglu:-e-a-gennaio-nuovi-colpi-di-mercato

E’ una partita doppia. Tanto delicata quanto complicata. In ballo c’è un pezzo di futuro, perché senza quei due il Milan non è la stessa cosa. Donnarumma e Calhanoglu: i contratti in scadenza il 30 giugno 2021 sono grana serie, da non dormirci la notte. Gigio e Hakan sono al bivio: devono scegliere se prolungare oppure andarsene a zero fra otto mesi. I corteggiatori non mancano. Il Milan però resta ottimista, nell’incontro di ieri con la stampa il d.t. Maldini e il d.s. Massara insieme all’a.d. Gazidis hanno ribadito che si farà tutto il possibile per tenersi i suoi uomini migliori. E che c’è la convinzione di riuscirci. Non sarà però semplice. Per niente. Sarà un autunno caldissimo.

La pratica più incerta, oggi come oggi, è senz’altro quella del turco. Negli ultimi sei mesi è esploso: gol, assist, leadership. E ora ha mercato. Ha chiesto il raddoppio dello stipendio, da 2,5 a 5 milioni di euro, proposta che il Milan farà fatica ad accettare e che molti interpretano come una prova della sua volontà di andarsene a giugno a zero. Juve e Atletico sono già in fila, attenzione anche al Napoli. Il Milan ha però intenzione di giocarsi tutte le sue carte. Con Gigio, la situazione è diversa. Innanzi tutto perché è milanista: non è un dettaglio. Il suo agente Raiola pretende però un aumento d’ingaggio rispetto ai 6 milioni attuali.

I rossoneri hanno già fatto capire di essere disposti a uno sforzo, ma oltre i 7-8 non si andrà. La chiave dell’affare potrebbe essere la clausola: Raiola la pretende molto bassa, massimo sui 30 milioni, in modo che Gigio possa liberarsi agevolmente nel caso in cui la rinascita del Milan fosse più lenta del previsto. A pesare in maniera decisiva sarà infatti la prospettiva di crescita: in caso di piazzamento Champions, tutto sarebbe più facile. Per tutti.

Ecco perché, nonostante i tentativi, il Diavolo faticherà a levarsi di dosso la pressione mediatica. Nell’incontro di ieri, Gazidis ha più volte puntualizzato che con o senza Champions il progetto va avanti. Verissimo, chiarissimo, ma è evidente che tornare al più presto nell’Europa che conta velocizzerebbe il progetto di ricostruzione, che comunque non sarà breve, almeno due-tre anni secondo le previsioni di Elliott. Il piano è chiaro: squadra giovane che gioca un calcio «progressive», moderno e offensivo, con l’inserimento doveroso di elementi di esperienza come Ibra e Kjaer. L’avvio sprint ha giustamente lasciato il segno: da tempo non si percepiva questo entusiasmo. Il lavoro di Pioli, che oggi festeggia un anno esatto sulla panchina rossonera, è elogiato da tutti. Dentro il club ma anche fuori.

L’incontro di ieri serviva anche a fare il punto sul mercato appena concluso. Un settembre definito molto coraggioso dalla dirigenza, anche se in molti restano convinti che manchino un centrale difensivo e un vice Ibra. Sarebbero serviti, questo è certo. Alla fine, hanno spiegato Maldini e Massara, s’è preferito evitare di partecipare a costose aste per profili che non convincevano. È emerso poi che il tesoretto risparmiato potrebbe essere reinvestito a gennaio. Senza fretta, senza ansia, soprattutto senza buttar soldi, visto che i conti migliorano ma il bilancio sarà comunque in rosso, attorno ai -100 milioni. Anche questo conferma un’impressione diffusa: la sintonia fra i vertici dirigenziali è ora nettamente diversa, molto più solida. A pensarci bene, dopo anni di turbolenze dirigenziali, è forse l’aspetto più incoraggiante, più ancora del primo posto

8 ottobre 2020 (modifica il 8 ottobre 2020 | 22:50)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *