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Milan, Ibrahimovic prepara l’addio: «Gioco per vincere qualcosa. Il club non mi ha mai chiamato»

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A giudicare dalle sue ultime parole l’addio al Milan la prossima stagione sembra scontato. Non le manda certo a dire Zlatan Ibrahimovic, alla squadra e alla società. «Vediamo come sto tra due mesi. E poi vediamo cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto. La situazione non è sotto controllo» aveva rivelato in un’intervista a «Sportweek»(in edicola domani) alimentando i dubbi sul suo futuro in rossonero. «Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa», aveva aggiunto l’attaccante svedese evidenziando che «Ibra non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League». E sul probabile arrivo del manager tedesco che prenderà il posto di Pioli (e Maldini) l’ex stella di Juve, Barcellona e Inter era stato lapidario. «Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick – aveva evidenziato – mi hanno detto che smettere in America era troppo facile. E allora sono tornato al Milan. Poi questo Covid ha fermato tutto, allora ho pensato: c’è qualcosa che non vuole che io smetta… Per fortuna abbiamo ricominciato. Si è messo di mezzo anche il polpaccio, ma io due giorni dopo ho detto “sono pronto, torno in squadra”. Ibra è così».

Rincara la dose

Poi intervistato da Mediaset ha rincarato la dose: «Questo Milan non è lo stesso Milan di 10 anni fa non è la stessa squadra, obiettivi sono differenti. Non bisogna pensare al passato ma al futuro voglio aiutare per migliorare. Il Milan deve lottare per il primo posto giocare in Champions, avere dei campioni. Per il prossimo anno non so se resterò, servono gli obiettivi e giocare per qualcosa. Ma nessuna chiamata è arrivata dal club».

10 luglio 2020 (modifica il 10 luglio 2020 | 19:09)

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