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Bruxelles

di Francesca Basso10 lug 2020

Michel «salva» il Recovery Fund da 750 miliardi ma sarà il Consiglio a valutare i piani nazionali

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha presentato la sua proposta che sarà alla base del negoziato del summit tra i leader Ue del 17-18 luglio su Recovery Fund e bilancio Ue 2021-2027. Michel propone di mantenere intatta l’entità del Recovery Fund a 750 miliardi di euro e di confermare la proporzione tra trasferimenti a fondo perduto e prestiti, rispettivamente 500 e 250 miliardi. Ma attribuisce al Consiglio (e non più alla Commissione) il potere di approvare i piani nazionali di riforma con una maggioranza qualificata. Il bilancio Ue 2021-2027 viene invece dimagrito e passa dall’ipotesi della Commissione di 1.100 miliardi a 1.074 miliardi. I «rebate», il meccanismo di correzione per la contribuzione che comporta dei rimborsi, saranno mantenuti per Germania, Austria, Danimarca, Olanda e Svezia. La proposta all’1,07% è un compromesso tra l’1,09% avanzato a febbraio e la richiesta dei Paesi cosiddetti «frugali» (Olanda, Danimarca, Austria e Svezia) all’1,05%. Quindi Michel mantiene fermo l’ammontare dei trasferimenti a fondo perduto nonostante il no dei Paesi nordici, ma va loro incontro dando al Consiglio (cioè gli Stati membri) il potere di approvare i piani nazionali di riforma e resilienza.

L’esborso dei fondi

La governance del Recovery Fund, dunque, prevede che i Piani nazionali di riforma e resilienza siano approvati con una maggioranza qualificata dal Consiglio. La decisione dell’esborso dei fondi Ue sarà adottata invece dalla Commissione che dovrà tenere conto del parere del Comitato economico e finanziario (un organismo in cui sono rappresentati i governi). Nella proposta della Commissione, invece, il Consiglio non aveva il ruolo decisionale principale. Michel propone anche di impegnare il 70% dei 500 miliardi di trasferimenti a fondo perduto con i criteri individuati dalla Commissione tra il 2021 e il 2022 e il restante 30% dalla fine 2023 usando parametri diversi per l’assegnazione: il crollo del Pil nel 2020 e 2021 . I piani nazionali di riforma dovranno tenere conto — ha spiegato Michel — delle Raccomandazioni specifiche indirizzate dalla Commissione ai Paesi «negli ultimi anni», quindi non solo quelle 2020.

Tagli e Brexit

Il bilancio Ue verrà dimagrito in quei capitoli che comunque riceveranno fondi dal Recovery Fund: Horizon Europe, Politica di vicinato e cooperazione, InvestEU. Sono invece stanziati 5 miliardi come riserva per le conseguenze impreviste della Brexit.

Risorse proprie

Su come finanziare il nuovo bilancio e il Recovery Fund, Michel propone l’introduzione progressiva di nuove risorse proprie: plastic tax dal prossimo gennaio, carbon border adjustment mechanism e un prelievo digitale da gennaio 2023. La Commissione lavorerà a una proposta anche sul meccanismo delle emissioni Ets e su nuove misure.

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