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Messi dribbla il Barcellona ma non la Liga spagnola: non può liberarsi gratis

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La battaglia tra Messi e il Barcellona è sempre più aspra. Leo va avanti a testa bassa per la propria strada, benché nei giorni scorsi abbia cercato una mediazione attraverso il padre. Convocato per le 10.15 alla Ciutat Esportiva per sottoporsi al tampone, l’argentino non si è presentato, al contrario di tutti gli altri suoi compagni di squadra (compresi gli epurati Vidal e Suarez, amico fraterno della Pulce). Un atto dirompente, benché prevedibile. Ma la presa di posizione più importante della domenica arriva dalla Lega spagnola, la quale si schiera pubblicamente dalla parte del club catalano: secondo l’organismo presieduto da Tebas, Messi non può liberarsi dal Barcellona se non dietro il pagamento della clausola rescissoria di 700 milioni; per questo non concederà alcun transfer al giocatore se prima non avrà versato quella cifra mostruosa.

Eppure proprio domenica in Spagna si era diffusa la voce che nel contratto attuale tra il giocatore e il club non fosse prevista alcuna clausola rescissoria, che sarebbe già scaduta. La Lega spagnola descrive una realtà opposta: «In relazione alle diverse interpretazioni (alcune in contrasto tra di loro) pubblicate nei giorni scorsi e relative alla situazione contrattuale di Messi con il Barcellona, la Liga ritiene opportuno chiarire, dopo avere visionato il contratto, che: il contratto è in vigore e prevede una “clausola risolutiva” applicabile nel caso in cui Messi decida di sollecitare la risoluzione unilaterale anticipata del contratto; la Liga non effettuerà la procedura di visto per la partenza del giocatore dalla Federazione se non avrà prima pagato l’importo di tale clausola». Non basterà questo a frenare i sogni di Manchester City (soprattutto), Psg e Inter, perché gli avvocati di Leo nei giorni scorsi hanno chiesto alla Fifa un Cti, un certificato provvisorio di trasferimento. E la questione sarà riproposta alla stessa Fifa entro breve.

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Il caos si fa ogni giorno più acceso, insomma. Messi ha intravisto la possibilità di trovare una via d’uscita offrendo al Barcellona l’opportunità di avere una contropartita economica in cambio del suo addio, ma il presidente Bartomeu ha opposto un netto rifiuto. Tutto lascia pensare che la volontà della Pulce sia quella di andare al City per poter lavorare di nuovo con Guardiola, però occorre trovare una strada. Ci proveranno Bartomeu e il papà di Messi, magari mercoledì, per quel giorno è previsto un incontro. Anche se è quasi impossibile trovare un accordo con il Barcellona, la contrapposizione di idee è netta. Si arriverà a uno scontro legale.

Intanto è sceso in campo anche Alberto Fernandez, presidente dell’Argentina, il quale auspica che Messi possa tornare a casa dopo vent’anni trascorsi in Europa: «Leo è nei cuori del nostro popolo, che purtroppo non l’ha mai visto giocare nella squadra in cui è nato. Speriamo che regali a tutti i suoi connazionali la gioia di vederlo in campo con la maglia del Newell’s Old Boys». Fernandez è tifoso dell’Argentinos Juniors, ma Messi gli va bene anche come avversario. E sperare non costa nulla.

30 agosto 2020 (modifica il 30 agosto 2020 | 23:03)

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