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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricevuto oggi pomeriggio una telefonata dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, volta a illustrare le priorità del programma della Presidenza tedesca di turno del Consiglio dell’UE che inizia domani 1 luglio. Al centro della conversazione telefonica anche «Next Generation EU» ed il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale in vista del Consiglio Europeo straordinario del 17-18 luglio prossimi.

Le tensioni sul Mes

La telefonata arriva dopo giorni di tensione a distanza tra Conte e Merkel . Oggetto del contendere è il fondo Salva-Stati (il cosiddetto Mes). La Cancelliera negli ultimi giorni ha provato a spingere il governo giallorosso verso il sì ai 37 miliardi del fondo: dopo essere riuscita a superare la consolidata opposizione ideologica tedesca alla condivisione del debito Ue, per lei sarebbe uno smacco se rimanesse inutilizzato. E così ha dichiarato in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung che il Mes è «uno strumento che può essere usato da tutti», ma «non lo abbiamo attivato perché rimanga inutilizzato».

Le pressioni

Conte ha reagito piuttosto seccamente, dicendo: «Sul Mes non è cambiato nulla rispetto alle opinioni della Merkel, ma a far di conto per l’Italia ci sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri». Il presidente del Consiglio si è detto certo di poter fare a meno dei fondi europei e punta tutto sul Recovery Plan italiano che il governo intende presentare a settembre. Intanto, però, il pressing aumenta anche in seno al suo stesso governo. Ieri sul Corriere è stata pubblicata una lettera del segretario del Pd Nicola Zingaretti contenente i dieci buoni motivi per richiedere gli aiuti del Mes: era da giorni che i democratici facevano pressione sull’esecutivo affinché si sbilanciasse a favore del fondo, ma queste tensioni sono ormai esplicite. Conte teme ripercussioni sulla stabilità del suo governo: ad essere contrari all’attivazione del fondo non sono solo Fratelli d’Italia e la Lega (Matteo Salvini ha scritto una lettera il Corriere in cui spiega perché, secondo lui, il fondo è «una trappola»), ma anche il Movimento 5 Stelle. I pochi voti di margine della maggioranza al Senato spingono il presidente del Consiglio alla prudenza. Anche perché, come Conte avrebbe ripetuto ai suoi ministri negli ultimi giorni, per adesso «nessun Paese l’ha chiesto e l’Italia non può mostrarsi debole agli occhi del mondo».

30 giugno 2020 (modifica il 30 giugno 2020 | 17:51)

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