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I migliori giocatori arrivati sono quattro, due della Juve (voto 7) e due dell’Inter (voto 7,5). Sono Kulusevski, McKennie e soprattutto Hakimi con Vidal. Morata è un cambio con Higuain, difficile possa dare di più alla Juve. Chiesa sarà ricordato per l’architettura dell’acquisto, 2 più 8 più 40 più 10 di bonus, ma non è per niente chiaro quale vantaggio effettivo porterà. Chiesa ha mezzi eccezionali che poche volte riesce a disciplinare. Può fare l’ala a tutto campo ma questo gli toglie freschezza nella sua vera caratteristica, lo scatto lungo, quello davvero in grado di spezzare l’avversario e la partita.

Non si rafforza la Fiorentina (6) ma si libera da una psicosi che per una piccola grance città è letale: sentirsi rifiutata dal figlio che aveva adottato. Tra Juve e Inter l’idea è che esca completata l’Inter perché ogni acquisto non ha cambiato la squadra, l’ha semplicemente rafforzata. Restano Eriksen e Nainggolan, troppi, una spesa molto forte, quasi uno spreco tecnico. I giocatori ormai adorano restare prigionieri dei loro ingaggi.

La Juve è vasta, molto promettente, ma ha bisogno di tempo e sintonie, dipende dal successo di molti incastri. Troverà il modo di comporsi ma quando ci riuscirà potrebbe trovarsi davanti avversari che sono già andati. Molto difficile giudicare l’Atalanta perché è difficile conoscere i suoi giocatori. Quelli sono quasi di sua esclusiva competenza. La grandezza sul mercato dell’Atalanta (8) è nell’aver fatto cassa con tre ragazzi che in pratica non ha mai avuto, Kulusevski, Barrow e Traoré, 100 milioni in tre, in tempo di virus.

È stato un mercato lungo sei mesi, apertosi durante il lockdown e conclusosi in pieno autunno. Ci sono state sorprese anche forti. L’Inter ha dovuto cedere Godin per poter prendere Vidal a costo zero. La Juve ha compiuto acrobazie per sistemare Costa, Rugani e De Sciglio e fare posto a Chiesa. Hakimi è stato pagato con la cessione di Icardi. Difficoltà quasi sconosciute nei bilanci precedenti.

Resta da vedere quanto il virus abbia frenato le grandi squadre europee, che restano il vero riferimento. Probabilmente è il Chelsea ad aver vinto il mercato del mondo. Non il Real, non il Barcellona. Si sono mossi molti giovani, altri sono arrivati dalle varie cantere, ma sono stati confermati soprattutto giocatori d’esperienza.

Il mercato del Napoli (6,5) è legato ad Osimhen. È potenzialmente esplosivo ed è stato con Chiesa il giocatore più pagato del mercato, ha mezzi sicuri e buone probabilità di diventare decisivo. Ma non tutte le certezze che servirebbero. Questo frena il Napoli. Bakayoko comunque lo completa.

Poco decifrabile la Roma (5,5). Si è asciugata ma è rimasta la stessa. Ci si aspettava di più con la nuova proprietà, Friedkin è arrivato però spendendo centinaia di milioni per pagare i debiti precedenti e coprire il capitale sfinito, non ha illuso nessuno, di conseguenza non ha deluso. La società per la prima volta ha mostrato al popolo i propri limiti, quasi con orgoglio. Credo sia un grosso passo avanti, ma la Roma resta da quinto posto.

Intriga il Milan di Maldini (6,5), ormai conta quasi soltanto la sua competenza. Un mercato così qualche anno fa avrebbe creato polemiche, ora funziona perché funziona la qualità di chi costruisce. I migliori del Milan sono quelli che c’erano già, è il tempo che gioca a loro favore. La squadra ha qualità molto alte, che cresceranno su se stessa. Kanté sarebbe stato meglio di Tonali, ma sarebbe anche stato fuori tema.

La Lazio (5) sembra da un paio di anni così sorpresa di aver trovato una squadra da non volerla più toccare. Così oggi assomiglia a un’occasione persa. È migliorato il Torino (6,5): Vojvoda è un ottimo esterno, Linetty non sbaglia mai troppo, Bonazzoli e soprattutto Gojak, una piccola magia dell’ultimo giorno.

È rimasta coi suoi problemi di gioco e di gol la Fiorentina: è invecchiata molto (Callejon, Bonaventura) ha resistito trattenendo Milenkovic e Pezzella ma non ha né un centravanti né un regista. Amrabat non fa girare la squadra è una mezzala che ama portare la palla.

Ha fatto un buon mercato il Benevento (7) scaltro e di ottime idee, ha riempito di esperienza (Ionita, Hetemaj, Dabo, Glik) una squadra che era da serie A già lo scorso anno. In conclusione, Inter e Atalanta sono le più pronte, Juve ottima ma confusa, Milan da Champions. Anche se in fondo per tutti è cambiato qualcosa ma non molto. Per questo sei mesi sono stati troppi.

6 ottobre 2020 (modifica il 6 ottobre 2020 | 07:25)

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