Matteo, Infermiere di Elisoccorso: “noi rischiamo la vita tutti i giorni e siamo pagati come inservienti”.

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Matteo, Infermiere di Elisoccorso si sfoga con il nostro giornale: “siamo sottopagati, sfruttati e continuamente in pericolo; eppure non ci fermiamo e continuiamo a salvare vite anche in condizioni estreme”.

Oggi ascoltiamo Matteo, Infermiere di Elisoccorso, da anni impegnato nel campo dell’emergenza e nei soccorsi estremi. E’ uno dei colleghi più preparati sul territorio italiano, ma da qualche tempo sta pensando seriamente di lasciare la professione infermieristica per dedicarsi a quella più remunerativa di Medico.

A settembre proverà ad entrare nella Facoltà di Medicina e per qualche anno tornerà a dedicarsi agli studi.

Perché questa scelta Matteo?

Quando ero più giovane ero pronto a rischiare di più e a gettarmi in situazioni di soccorso sempre più estreme e faticose. Oggi ho un po’ di paura, non ho più 25 anni, ne ho 45 e ho famiglia. Ogni volta che provo imprese spericolate per raggiungere chi è in pericolo di vita mi interrogo su quello che sto facendo. Mi vengono in mente mia moglie e le mie tre bambine e so che se mi capitasse qualcosa passerebbero il resto della vita a piangere per colpe che non possono avere. Poi vi è anche la questione economica: se va bene guadagno 1750 euro al mese, se va male 1500. Noi Infermieri siamo come gli inservienti, sfruttati fino all’osso e sottopagati.

Quindi vuoi abbandonare la professione definitivamente?

Ci sto pensando seriamente, ho un po’ di soldi da parte per vivere anche senza stipendio per i prossimi 6 anni. Per cui, anche con l’accordo della mia consorte, vorrei tentare la fortuna. Sto studiando giorno e notte per superare la preselezione di settembre e diventare studente in Medicina. Poi ovviamente vorrei specializzarmi, questa volta da Medico, sempre nel campo dell’emergenza-urgenza. Ci voglio provare, voglio farlo per me e per la mia famiglia. Non sputo nel piatto (o nella professione) dove ho mangiato finora, ma è chiaro che noi Infermieri non siamo ritenuti dei veri professionisti, soprattutto dal punto di vista economico.

Quindi ai giovani Infermieri che vogliono approcciarsi all’Elisoccorso cosa dici?

E’ una esperienza che comunque consiglio di fare. Un giovane Infermiere che voglia approcciarsi al mondo dell’Elisoccorso deve però prepararsi bene e soprattutto aver già prestato servizio presso i reparti di Terapia Intensiva, Sala operatoria d’urgenza, Pronto Soccorso, Emergenza Territoriale e Servizio 118. Senza queste basi non è possibile giungere dove sono giunto io. Occorre conoscere a mena dito il trattamento di pazienti critici. E non è tutto: serve frequentare un apposito corso di formazione sull’assistenza infermieristica e sanitaria in Elisoccorso, solitamente gestito da una delle Centrali Operative a livello Regionale. Insomma, la conoscenza in questo settore è molto importante, perché si rischia in proprio e si mette a rischio i Pazienti ad ogni intervento, che è sempre diverso da quello precedente e da quello successivo. Ovviamente la formazione in questo campo deve essere molto approfondita e costante e occorre pensare non da singolo professionista, quanto da équipe assistenziale. Va bene l’attività teorica, ma anche quella pratica e psico-fisica non devono essere da meno.

In elicottero quindi occorre essere preparati ed avere ruoli precisi?

Si sull’elicottero sono fondamentali distinzione e complementarietà dei ruoli: Tecnico di volo, Infermiere, Medico Rianimatore, Tecnico del Soccorso Alpino e Pilota. Ognuno di loro ha una competenza specifica e resta nell’alveo delle sue responsabilità. Nell’équipe assistenziale dell’Elisoccorso l’Infermiere ha un ruolo fondamentale di collante tra le parti, è un professionista pensante che deve avere tutto e sempre sotto controllo. Ricordatevi che in gioco c’è la vita di chi sta male, ma anche di chi lo soccorre.

Hai detto di aver paura ultimamente, come combatti questo tuo stato d’animo?

Fare emergenza sull’Elisoccorso è ovviamente una attività entusiasmante. Tuttavia essa obbliga il professionista del soccorso ad affrontare paure e rischi inenarrabili. Qui non ci sono supereroi o superuomini, ci sono delle persone che mettono a rischio la propria vita continuamente per salvare quella degli altri. Per questo serve essere molto equilibrati e costantemente consci dei propri limiti, delle proprie paure, delle proprie responsabilità.

Grazie Matteo e in bocca al lupo per tutto!

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