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Matteo Berrettini eliminato da Opelka al torneo di Cincinnati, Serena Williams ko con Sakkari

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L’avventura di Matteo Berrettini al Masters 1000 di Cincinnati si è chiusa così, negli ottavi di finale, travolto da una montagna di 211 centimetri di nome Reilly Opelka. E alla fine, dopo essersi arreso 6-3 7-6, il romano ha usato la sincerità che lo contraddistingue: «Se lui serve con l’angolo giusto puoi partire da casa tua o da dove vuoi, la palla non si prende». Tradotto: l’americano, numero 39 del mondo, non ha concesso una palla break in tutta la partita, e per vincere il primo set ha invece approfittato dell’unica occasione lasciata da Berrettini, nell’ottavo game. Diciannove ace, un solo doppio fallo per Opelka, che ha vinto il 94% dei punti con la prima di servizio. In una parola: ingiocabile, ancor più su una superficie veloce come quella di Flushing Meadows.

Verso gli Open Usa

E visto che il torneo di Cincinnati si sta giocando a Flushing Meadows, la testa di Matteo è già agli US Open, torneo che lo scorso anno lo ha consacrato a livello mondiale e dove raggiunse una straordinaria semifinale, perdendo soltanto contro Nadal. Pochi giorni per recuperare e per tuffarsi in un’avventura che nel 2019 ha esaltato l’Italia del tennis e non solo. Nei quarti anche Djokovic, che senza più il dolore al collo che lo aveva rallentato nei giorni scorsi si è sbarazzato 6-2 6-4 di un altro americano, Tennys Sandgren: sebbene il circuito si sia fermato per cinque mesi, prosegue lo straordinario percorso netto del serbo, che ha vinto la ventesima partita su 20 in questa stagione. Tra le donne, invece, fuori Serena Williams, battuta 5-7 7-6 6-1 dalla greca Maria Sakkari.

26 agosto 2020 (modifica il 26 agosto 2020 | 16:17)

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