mancini-contro-il-ministro-speranza:-«la-scuola-e-un-diritto,-come-il-lavoro.-ma-anche-il-calcio-lo-e»

Roberto Mancini non le manda a dire. Domani sera la sua Italia comincia l’ottobre azzurro, con l’amichevole contro la Moldova (20.45 su Rai1) ma il c.t. non risparmia le critiche alla politica. «Qualche volta prima di parlare bisognerebbe pensare». La risposta, dopo un attimo di riflessione è secca. Nel mirino il ministro della Salute Speranza che, senza giri di parole, aveva detto: «Si parla troppo di calcio e poco di scuola». Mancini, dalla sala stampa del Franchi gli risponde a tono senza citarlo: «La scuola è un diritto, come il lavoro. Ma anche il calcio lo è. E’ uno sport importante, praticato da milioni di persone a ogni livello». Mancio non si ferma qui. Gli stadi chiusi proprio non gli vanno giù nonostante l’aumento dei contagi: «Ho la mia idea e rimane quella, in quasi tutta Europa ci sono i tifosi anche se in percentuale rispetto alla capienza. Domenica in Polonia troveremo diecimila persone? Siamo contenti, ne vorrei anche di più».

La partita contro la Moldova

Sul calcio litigioso, invece, glissa: «Lo è sempre stato, è nel nostro dna». E non si fascia la testa per i problemi che condizionano il suo lavoro, dai tamponi ripetuti a Bonucci e Chiellini ancora assenti: «Per noi non ci sono stati grandi problemi, solo il contrattempo con gli juventini che dovrebbero arrivare mercoledì». Tanto non avrebbero giocato l’amichevole che Mancini affronta domani sera con una squadra quasi sperimentale in cui debutterà il centravanti Ciccio Caputo: «Contro la Moldova dobbiamo vincere, è importante per la mentalità ma soprattutto per il ranking. Non possiamo commettere errori e rischiare di compromettere quanto di buono abbiamo fatto perdendo posizioni in vista del sorteggio Mondiale». Il Qatar (2022) è lontano ma non troppo.

6 ottobre 2020 (modifica il 6 ottobre 2020 | 15:30)

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