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l’emergenza

7 luglio 2020 – 08:16

Da Santo Spirito una denuncia collettiva dopo le manifestazioni non autorizzate di venerdì e sabato. Il sindaco: 50 poliziotti e 50 carabinieri per controllare le piazze

di Marzio FatucchiAntonio Passanese



Cento agenti aggiuntivi contro la «malamovida». È la richiesta che farà il sindaco Dario Nardella al prossimo Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura. «La questione della movida riguarda tutte le città. Andrò al Cosp con delle proposte: il Comune, dalle 19,30 fino all’alba, ha 50 agenti di polizia municipale. Io proporrò che ci siano altri 50 poliziotti e 50 carabinieri in più per garantire il controllo del territorio» ha detto Nardella, sollecitato sulle ultime vicende soprattutto su piazza Santo Spirito, tra le denunce dei residenti sfiniti dalle notti rumorose fino all’alba, fino alle manifestazioni con tanto di fumogeni e megafono a mezzanotte sul sagrato della Basilica. «I residenti hanno ragione da vendere quando si assiste a situazioni di illegalità o a problemi di pubblica sicurezza» dice il sindaco, che aggiunge: «Non mi si venga a dire che le scene di queste sere dei lacrimogeni, degli striscioni e delle urla sono un problema della movida. Lì c’è un problema di una piazza, Santo Spirito, che viene privatizzata da gente arrogante quando invece quello è un luogo pubblico e va rispettato».

La mossa dei residenti

Porta la firma di dodici residenti di Santo Spirito la denuncia consegnata ieri mattina nelle mani dei carabinieri della stazione Pitti dopo i fumogeni rossi accesi sul sagrato della basilica venerdì sera e gli assembramenti fino a notte fonda durante la manifestazione antifascista di sabato. «Disturbo delle quiete pubblica, danneggiamento di un bene storico-monumentale e violazione delle misure anti Covid-19»: questi i reati su cui il gruppo di oltrarnini, che ha formato anche un comitato, chiede di aprire un fascicolo alla Procura della Repubblica di Firenze. La decisione di presentare un «esposto collettivo», o come la definisce qualcuno «una class action», è maturata dopo le scene dello scorso fine settimana, quando, passata da venti minuti la mezzanotte, gli abitanti del quartiere sono stati «violentemente svegliati da urla al megafono, accompagnati da fumogeni di colore rosso», il tutto sul sagrato della basilica. In Santo Spirito e nelle vie attorno alla piazza l’aria è diventata così densa da essere irrespirabile, e due anziani e storici residenti sono stati costretti a rivolgersi al proprio medico e al 118 per una sorta di intossicazione (uno di loro questa mattina dovrebbe presentare una denuncia contro ignoti). «In questa piazza vige l’extraterritorialità — sottolinea il comitato dei residenti di Santo Spirito — Qui non c’è lo Stato e può accadere di tutto. Perché c’è un senso di impunità». Ai carabinieri è stato lasciato un voluminoso dossier che contiene foto, video e altro materiale registrato lo scorso weekend e negli ultimi due mesi, e che mostra in come vengano continuamente disattese le misure di distanziamento sociale e l’obbligo della mascherina da parte dei frequentatori della movida «che pur essendo un pericolo per la salute pubblica non vengono sanzionati». Padre Giuseppe Pagano — anche lui svegliato di soprassalto nella notte tra venerdì e sabato dai cori contro la polizia e dal fumo rosso — priore della basilica di Santo Spirito e da tempo in prima linea nella lotta al degrado che assedia chiesa e piazza sottoscrive parola per parola la denuncia dei dodici residenti. E dice, senza alcun timore, che «noi, come comunità, abbiamo fatto la nostra scelta: siamo vicini alla gente, al nostro rione. Non si può più far finta di nulla».

7 luglio 2020 | 08:16

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