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Mafie, Prefettura Firenze: “Segnali di infiltrazioni sono molto forti”

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FIRENZE – La prefettura ha promosso con decisione il protocollo sugli affitti commerciali “perché qui l’alternativa sono speculazioni selvagge e infiltrazioni criminali“. Il rischio c’è, “i segnali ci sono e sono molto forti. Ce lo vogliamo mettere in testa in maniera chiara? O qui, tutti insieme, si lavora seriamente per preservare questo territorio dalla metastatizzazione, oppure stiamo alla finestra stupendoci se accadono alcune cose”. Lo sottolinea con forza il prefetto Laura Lega, nel corso della videoconferenza convocata per illustrare le linee guida del protocollo e presentare il tavolo di ‘attori’ che collaboreranno all’iniziativa.

Nell’azione di contrasto promossa da palazzo Medici Riccardi “ci sono fatti concreti: nelle ultime settimane abbiamo adottato alcune interdittive antimafia e ovviamente sta proseguendo l’attività di intelligence nel territorio. E c’è non da oggi, in ambito regionale e metropolitano, un’azione importante di verifica, di controllo del tessuto imprenditoriale”. Tuttavia, spiega, “è evidente che le crisi di liquidità incrementano il rischio di fenomeni criminali in senso lato. Cito il fenomeno dell’usura”, perché ci sono “famiglie e piccole imprese più esposte al rischio che ricorrono spesso e volentieri a finanza opaca, ‘linee di credito’ parallele, in grigio scuro o in nero rispetto alle ordinarie”.

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Ecco perché “la prefettura con il protocollo sul credito e il suo osservatorio sta spingendo perché le stesse associazioni di categoria possano accompagnare le piccole e medie imprese nel rapporto con le banche” allo scopo di “agevolare l’accesso legale al credito. Laddove però non vi siano i requisiti” fissati dalle misure promesso dal governo, “il timore che ci possa essere una progressiva infiltrazione è molto alto. Penso all’acquisizione di rami d’azienda”, dell’impossessarsi di imprese “in maniera progressiva e magari anche lasciando in vetrina l’imprenditore, però con capitali che soccorrono l’azienda e hanno una provenienza diversa. Su questo si sta facendo un lavoro importante”.

Anche il protocollo sugli affitti “va in questa direzione. Se noi riusciamo a far condividere un percorso che abbatta i costi fissi, che arrivano fino al 70%, evitiamo che il piccolo imprenditore, l’artigiano e il commerciante, siano costretti a ricorrere a qualcuno che gli presti i soldi, e che magari domani si impossessi dell’azienda. Nel nostro lavoro, quindi, non ci sono solo le interdittive, ma anche il sostegno al tessuto produttivo, che accompagniamo su un percorso sano, pulito, legale”.

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Toscana – dire.it

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