L’ultima del governo: soffocare Natale. Negozi chiusi e coprifuoco anticipato

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Natale col lockdown, e se le cose non fossero drammaticamente serie verrebbe quasi da ridere immaginando un bel cinepanettone diretto da Giuseppe Conte. Premier di un governo totalmente incapace di far sentire la propria voce, umiliato dall’Egitto che continua a nascondere la verità sul caso Regeni, inerme di fronte al sequestro da parte del governo libico di 18 pescatori di Mazara del Vallo, obbediente di fronte a un’Unione Europea che impone la riforma del Mes. E però invece stranamente determinato quando davanti si trova gli italiani, ormai eletti a unico vero e proprio nemico dell’esecutivo.

L’ultima del governo: soffocare Natale. Negozi chiusi e coprifuoco anticipato

Il Natale nel Bel Paese, dopo tante rassicurazioni, va così assumendo toni sempre più inquietanti. Il piano presentato dal ministro della Salute Roberto Speranza a Conte e ai capi delegazione di maggioranza prevede che l’intera nazione si trasformi in un’unica zona rossa a ridosso delle festività, con tre ipotesi al vaglio dell’esecutivo, nessuna particolarmente piacevole. La linea dura, quella che lo stesso Speranza auspica, prevederebbe stop totale a bar e ristoranti, non sia mai che si dia una mano a chi è in ginocchio dopo mesi di restrizioni, e blocco totale degli spostamenti così da impedire anche i pranzi tra parenti. Ognuno rigorosamente a casa sua, insomma, anche perché in caso contrario ci sono migliaia di agenti pronti a intervenire, come annunciato dalla titolare dell’Interno Luciana Lamorgese.

L’ultima del governo: soffocare Natale. Negozi chiusi e coprifuoco anticipato

La versione “soft” di questo piano prevede restrizioni ferree soltanto tra il 24 e il 1 gennaio, sostanzialmente lo stesso programma ma per un arco temporale ridotto. Infine c’è l’ipotesi di vietare gli spostamenti tra i Comuni ma lasciare aperti i negozi. Tutto qui? Macché. Sul tavolo del governo c’è anche l’ipotesi di anticipare il coprifuoco, al momento fissato per le 22 su tutto il territorio nazionale: per le feste, si pensa di spostarlo alle 20, anche se l’ala “oltranzista” dei giallorossi vorrebbe arrivare addirittura alle 18.

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Insomma, gli italiani chiusi in casa, soli, perché il governo non è stato in grado di anticipare la seconda ondata e vuole evitare a tutti i costi una terza che, ovviamente, lo coglierebbe di nuovo impreparato. Divieti, posti di blocco, droni che sorvegliano dall’alto per suggerire agli agenti dove intervenire. Dispiegamenti che ci aspetteremmo di vedere nella lotta alla criminalità organizzata, o nella difesa dei nostri confini. E ai quali invece Conte & co. ricorrono quando soltanto quando c’è da affrontare il nemico più pericoloso: gli italiani.

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