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Gros-Pietro: «L'Ops di Intesa su Ubi: un progetto per il mercato decideranno i soci»

Caro direttore, ho letto con attenzione l’intervento di Salvatore Bragantini pubblicato sul Corriere della Sera (3 luglio) col titolo «I rischi di uno squilibrio del sistema bancario», dedicato all’Offerta pubblica di scambio da Intesa Sanpaolo sulle azioni Ubi Banca che ha preso avvio lunedì scorso. Saranno gli azionisti di Ubi a decidere – entro il prossimo 28 luglio – se aderire alla nostra proposta. Desidero soffermarmi sulle ragioni che hanno spinto Intesa Sanpaolo a promuovere questa Offerta e sulle conseguenze che, se avesse successo, determinerebbe nel sistema del credito in Italia.

Intesa Sanpaolo ha lanciato un’operazione di mercato trasparente, aperta, rivolta a tutti gli azionisti di Ubi, con l’obiettivo di far crescere ulteriormente una grande banca, fortemente radicata in Italia, assicurandole le dimensioni di un leader di valore europeo e porla così a presidio del rilancio dell’economia del nostro Paese, in questa fase resa così difficile dalla pandemia da Covid-19.

Vogliamo creare una nuova realtà basata sulla capacità di generare valore per gli azionisti, i dipendenti, i clienti, i territori in cui opera. Una banca forte del solido e radicato rapporto già esistente con le comunità di riferimento, le famiglie, gli imprenditori, le Fondazioni. Abbiamo deciso di impegnarci in questo importante progetto con la convinzione di poter sfruttare potenzialità quasi uniche a livello europeo: un modello di business diversificato, con una quota dell’utile pre tasse riveniente da attività legate al settore assicurativo e alla gestione del risparmio pari a circa il 40% e il livello di efficienza operativa più elevato del settore in Europa, consentono di conseguire una elevata redditività che, unita a un rilevante eccesso di capitale, ci permette di mantenere una politica di distribuzione di dividendi significativi e pienamente sostenibili. La remunerazione del capitale degli azionisti si accompagna alla nostra capacità di realizzare robusti investimenti, indispensabili per eccellere in campo tecnologico e per sviluppare nuove piattaforme finalizzate a migliorare i servizi alla clientela.

L’obiettivo dell’Offerta lanciata da Intesa Sanpaolo non è l’eliminazione di un concorrente. Ci rivolgiamo a tutti gli azionisti di Ubi per dar vita a un grande protagonista del mercato del credito, capace di fronteggiare una sfida di dimensioni europee, con le professionalità, le risorse e le strategie per crescere e affermarsi in diversi settori e per sostenere lo sviluppo del tessuto economico e sociale dei territori in cui opera Ubi. Intesa Sanpaolo propone la creazione di 4 nuove direzioni regionali, con elevata autonomia creditizia e gestionale, con sede a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari. Prevediamo, inoltre, la costituzione di una Impact bank con nuove unità collocate a Bergamo, Brescia, Bergamo e Cuneo, insieme all’apertura di un centro di eccellenza a Pavia per l’agricoltura che coordinerà tutte le attività del Gruppo in questo settore.

Per quanto concerne la posizione di leadership di Intesa Sanpaolo in Italia e la presunta anomalia in rapporto agli altri Paesi europei, vorrei far notare che i principali mercati dell’area Euro, con l’eccezione della Germania – dove l’industria bancaria non è all’altezza degli altri settori industriali del Paese – presentano operatori bancari leader con quote di mercato in linea o superiore a quella che avrebbe la nuova realtà formata da Intesa Sanpaolo e Ubi Banca (pari a circa il 19% sui depositi e circa il 21% sui prestiti dopo la cessione delle 532 filiali a Bper). In Francia, ad esempio, Crédit Agricole ha una quota di mercato del 27% sui depositi e del 37% sui mutui. In Spagna il Banco Santander detiene il 20% circa, sia sui depositi sia sui prestiti. E ancora: in Olanda la prima banca, Rabobank, controlla una quota di mercato del 33% sui depositi e del 21% sui mutui. Vorrei assicurare, inoltre, che l’operazione di mercato avviata da Intesa Sanpaolo su Ubi non intende precludere la nascita di un terzo competitore sul mercato italiano. In caso di successo dell’Ops, come è già stato ufficializzato, Intesa Sanpaolo si è impegnata a cedere a Bper ben 532 sportelli della nuova realtà, per evitare posizioni lesive della concorrenza e del mercato. Bper, con l’acquisto di questi sportelli, avrà in conclusione più filiali di Ubi e una quota più elevata nella raccolta e negli impieghi di quella attuale detenuta dalla stessa Ubi.

Gentile direttore, l’Italia ha vissuto mesi terribili. La drammatica emergenza sanitaria, sociale ed economica che ha investito l’Italia a causa della pandemia Covid-19 ha spinto Intesa Sanpaolo a intervenire con un impegno totale e continuo a fianco del governo, delle istituzioni, della società, per fronteggiare una minaccia per tanti aspetti sconosciuta. Abbiamo aiutato le famiglie e sostenuto le imprese. Per l’emergenza sanitaria abbiamo immediatamente donato 100 milioni di euro, con un accordo con la Protezione Civile. Abbiamo mobilitato decine di miliardi di euro per aziende, professionisti, privati. Abbiamo concesso la sospensione delle rate dei mutui e garantito l’anticipo della cassa integrazione. Siamo stati a fianco, e lo saremo ancora nel tempo, agli ospedali, ai medici, agli infermieri, ai volontari in prima linea nel contrastare i terribili effetti della pandemia. Come principale banca del Paese abbiamo voluto agire subito, abbiamo ribadito concretamente il nostro ruolo nel sostegno all’economia. Ogni giorno vogliamo dimostrare, con azioni concrete, in cosa consiste la nostra idea di responsabilità sociale e di sviluppo inclusivo. Una vocazione non nata oggi, nel momento delle sofferenze e dei lutti, ma connaturato al dna di Intesa Sanpaolo, radicata nella storia delle banche e delle Fondazioni che, nel tempo, si sono aggregate e hanno condiviso il progetto di crescita della banca. È con questo spirito che oggi vogliamo creare un grande protagonista del credito in Italia e in Europa: l’offerta di Intesa Sanpaolo nei confronti di Ubi è un progetto al servizio del Paese.

Presidente

Intesa Sanpaolo

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