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Lopalco, dal covid alla candidatura L’opposizione: «È uno scandalo»

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IL CASO

Mezzogiorno, 10 luglio 2020 – 10:28

ll coordinatore della task-force sarebbe pronto a candidarsi in una lista di Emiliano

Forza Italia: «Pagato 120 mila euro per l’emergenza ora si schiera da politico»

di Michele Cozzi



Il professore Pier Luigi Lopalco, coordinatore scientifico della task force regionale nella lotta alla pandemia possibile candidato in una lista civica di Emiliano. La notizia, lanciata dal sito web del Foglio, arriva come una bomba nel corso del Consiglio regionale della Puglia. E provoca non poche polemiche. Poiché la sovraesposizione del prof su giornali e tv nazionali aveva suscitato non poche polemiche da parte delle opposizioni che avevano posto nel mirino il binomio Emiliano-Lopalco. Accusati di utilizzare la pandemia per lanciare la campagna elettorale. Nessuno conferma dalla presidenza della Regione: ci si limita a dire di «non saperne nulla». Ma non si nasconde una certa soddisfazione se l’operazione dovesse concretizzarsi: «Sarebbe un bel colpo della sinistra e le polemiche sollevate dalla destra dimostrano che si teme questa eventualità».

Il precedente

Si tira in ballo, al proposito, un ricordo del passato, quando il «cittadino Fitto», in qualità di presidente della Regione cercò di stanare il magistrato Emiliano che non si era ancora candidato per la carica di sindaco di Bari, ottenendo il risultato di «incoronarlo». Potrebbe accadere anche così ora? Gli attacchi a Lopalco possono indurlo ad accettare la candidatura? Il prof si è reso irreperibile per tutta la serata. Non confermando né smentendo l’indiscrezione. E questo è già un indizio. Poi, è ovvio che una scelta di tale entità non potrebbe maturare senza un’esplicita richiesta e un’intesa con Emiliano. Nelle settimane scorse era trapelata l’indiscrezione su un possibile incarico a Lopalco come assessore alla sanità nella giunta Emiliano-bis. Pensare invece ad un percorso elettorale, in cui i voti vanno conquistati uno per uno, appariva una forzatura, anche se Lopalco ha indubbiamente acquisito una forte notorietà nell’opinione pubblica.

L’ira di Forza Italia

L’opposizione parte all’attacco. La vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, Licia Ronzulli, parla di candidatura «scandalosa». E aggiunge che «è assurdo che mentre è lautamente retribuito con i soldi dei cittadini adesso ne chieda anche i voti». Il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis e il vice commissario Dario Damiani affermano che «120mila euro» sono stati spesi «non per coordinare le misure anti Covid ma evidentemente per farsi campagna elettorale con i soldi di tutti gli ignari cittadini pugliesi».

In consiglio regionale

Intanto in Consiglio regionale esplode un’altra grana. In una seduta che non appariva di estrema rilevanza, una leggina relativa al trasferimento di un pozzo di Toritto dal demanio al Comune si è trasformata in una sorta di omnibus. Su due emendamenti divisivi, uno di Blasi sulle Rsa e uno di Di Gioia che chiedeva di bloccare i concorsi delle agenzie regionali, a partire dall’Arpal, fino a dopo le elezioni (escludendo però sanità, protezione civile e attività irrigue e forestali), non c’era accordo e si era deciso di soprassedere. Ma così non è stato. Settori dell’opposizione hanno chiesto di votare lo stop ai concorsi e si comprende il motivo. Scoppia la bagarre e manca il numero legale, vuoti vistosi soprattutto sui banchi della maggioranza. Interviene il pd Fabiano Amati che paventa il rischio che questo provvedimento faccia da tappo (perché occorrerà partire da questa legge) alla prossima seduta del Consiglio in cui si parlerà del parco di Costa Ripagnola, legge sulla doppia preferenza e sulla bellezza. In una nota Amati, Blasi, Liviano e Pentassuglia affermano che «l’effetto di politicizzazione e l’assenza del numero legale hanno impedito l’approvazione delle leggi in favore degli studenti fuori sede, ripopolamento della fauna sostegno del settore lattiero-caseario». Si preannuncia una calda fine della legislatura. Potrebbe farne le spese proprio la legge sulla doppia preferenza.

Parità di genere

La giunta corre ai ripari e approva lo schema di disegno di legge sulla parità, demandando ogni responsabilità al Consiglio. Si stabilisce che «ogni elettore dispone di un voto di lista e ha facoltà di attribuire massimo due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento della preferenza successiva alla prima». Nel disegno di legge si fa riferimento alla legge nazionale a cui adeguarsi. Emiliano chiarisce che «la competenza è del Consiglio regionale».

10 luglio 2020 | 10:28

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