Salute

Lo stress può far davvero ammalare come è accaduto a Shinzo Abe?

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Per la seconda volta (la prima è stata nel 2007, al termine del primo mandato) Shenzo Abe, il premier giapponese sessantacinquenne si ritira a causa delle cattive condizioni di salute. La sua malattia ha un nome:colite ulcerosa, una patologia con la quale lotta da molti anni, ma il suo riacutizzarsi, scrivono in molti, sembra dovuto all’eccezionale stress al quale è stato sopposto ultimamente: pandemia da Covid, Olimpiadi rinviate, crollo della «Abenomics».

Lo stress buono

Ma lo stress può far ammalare? «Dipende dal tipo di stress — chiarisce Nicola Montano, docente di Medicina interna all’Università Statale di Milano e alla guida dell’European Federation of Internal Medicine nel triennio 2018-2021 — la prima grande distinzione è tra forma acuta e cronica. Davanti a un evento “acuto”, penso per esempio all’emozione legata all’attesa di un evento sia positivo che negativo, l’organismo risponde aumentando il battito cardiaco, la respirazione e l’adrenalina in circolo; ma, passato il “momento”, tutto torna come prima. Lo stress è una riposta di adattamento dell’organismo alle sollecitazioni provenienti dall’ambiente esterno e ha anche un ruolo positivo: é fondamentale per sopravvivere perché davanti a un pericolo reale e immediato ci rende più pronti a reagire e ad operare una scelta rapida tra fuggire o combattere: fight or flight. Ma è quando lo stress è cronico, come probabilmente nel caso del premier giapponese, è tutta un’altra storia»

Lo stress cattivo

Perche’? Che danni fa lo stress cronico? «Innesca una serie di eventi che portano l’organismo a uno stato di infiammazione all’origine di molte malattie croniche, che colpiscono più distretti del corpo e tra queste malattie c’è anche la colite ulcerosa. Mi spiego meglio. Un evento stressante attiva alcune aree del nostro cervello tra cui l’ipotalamo, che attraverso una serie di meccanismi ormonali stimola le ghiandole surrenali a rilasciare i cosiddetti ormoni dello stress: cortisolo e catecolamine (adrenalina e noradrenalina). In “fase acuta” questi ormoni danno “benzina” al nostro organismo e ci permettono di reagire: l’attivazione dell’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene è considerata una risposta adattiva dell’organismo, ma un prolungato stato di attività ci indebolisce perchè le catecolamine inducono il rilascio di sostanze infiammatorie (citochine) e rendono il sistema immunitario meno efficace nel combattere le infezioni. Ciò si traduce in un danno che può colpire organi diversi e associarsi allo sviluppo di patologie autoimmuni»

Le conseguenze

Quali sono le malattie associate a questo secondo tipo di stress? «Restando a quelle più note, citerei quelle del tratto gastrointestinale: oltre alla colite ulcerosa, il morbo di Chron, e poi tutti i tipi di vasculiti, il lupus, la sclerodermia, l’artrite reumatoide”.

Le cure

Il premier giapponese ha dichiarato nel 2013 : “Se il farmaco a cui ricorro avesse impiegato più tempo a entrare sul mercato, non sarei dove sono oggi”. Di che farmaco può trattarsi? E la colite ulcerosa può avere esisti fatali? «Di suo è una malattia cronica con fasi altalenanti di benessere e riacutizzazioni, ma se si aggrava e non viene curata, si può arrivare alla colite fulminante con perforazione dell’intestino e ad emorragie molto gravi. Inoltre aumenta il rischio di cancro al colon. Quanto alle terapie fino a quindici e più anni fa avevamo a disposizione solo antinfiammatori e cortisonici, ora ci sono i farmaci biologici come gli anticorpi monoconali, che hanno un’azione molto più specifica e potente e hanno meno effetti collaterali»

La dieta giapponese, tanto apprezzata dai nutrizionisti da essere in competizione con quella mediterranea , può aver avuto un ruolo nell’insorgere della colite ulcerosa? Forse si eccede con le fibre: tanto riso, vedure, soia…. «Dobbiamo sempre ricordare che la dieta, cosi’ come l’attività’ fisica e il sonno (e la rinuncia a fumo e alcool), sono i tre maggiori pilastri per la prevenzione delle malattie e di conseguenza sono alla base del nostro benessere. A mia conoscenza non ci sono cibi specifici che siano stati messi in relazione con lo sviluppo di colite ulcerosa. Il fatto che la colite ulcerosa sia più diffusa in Europa e negli Stati Uniti che nei Paesi asiatici già ci dovrebbe dire che nella dieta giapponese non c’è nulla di potenzialmente dannoso. E , poi, attenzione ad attribuire al cibo poteri eccessivi in senso sia positivo sia negativo. Prendiamo per esempio il pesce. In Giappone, come noto, se ne mangia molto, e tutti sappiano che è ricco di Omega 3, dall’azione antiinfammatoria; ma quanto pesce dovremmo mangiare per annullare gli effetti di una vita che non ci piace o si è fatta troppo pesante?»

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 16:22)

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