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Galeotta fu la clausola: la promessa inserita nel contratto di potersi liberare gratis al termine di ogni stagione previa comunicazione al presidente entro il 30 giugno. Lionel Messi ha provocato un terremoto in Catalogna, già scossa dalla lista di proscrizione di Koeman: in pratica, secondo l’emittente argentina Tyc Sports, la Pulce ha informato il club di volere esercitare appunto la clausola che prevede la rescissione unilaterale del contratto che lo lega ai blaugrana e scade nel 2021.

Peccato che la clausola sia scaduta il 30 giugno, hanno fatto notare i legali del Barça quando hanno ricevuto il burofax (il servizio utilizzato in Spagna per spedire urgentemente un documento) con la richiesta di essere liberato. Dopo quel termine, scatterebbe il prezzo fissato di 700 milioni di euro. Una cifra che scoraggerebbe anche i più accaniti sostenitori della stella argentina.

Messi e Barcellona: una storia d’amore in cifre da record (e sei Palloni d’oro)
Un amore eterno visto con le cifre

Dal canto suo Messi, scettico sul nuovo corso che il Barça, umiliato in Champions dal Bayern, sta intraprendendo dopo le epurazioni di Suarez, Umtiti, Vidal e Rakitic annunciate dal nuovo allenatore, ha una visione diversa. Ovvero ritiene che in una stagione particolare come quella appena conclusa, con le scadenze dei contratti slittate al 31 agosto, in realtà ci sia ancora margine per potersi liberare gratis. Per non sbagliare, ha già fatto sapere che non si presenterà lunedì a Barcellona per sottoporsi alla sessione di test propedeutici agli allenamenti. Il club, che ha subito convocato una riunione d’emergenza della Giunta Direttiva, secondo quanto filtra dall’Argentina, è pronto ad adire le vie legali per ottenere i 700 milioni della clausola rescissoria.

Insomma, fra colui che per la Catalogna è più rappresentativo della Sagrada Familia e il Barça è guerra totale. Messi è il calciatore di maggior successo nella storia del club (34 titoli), capocannoniere (634 gol) e secondo per numero di partite (737) solo a Xavi. Il dibattito sul tema impazza: Carles Puyol, non uno qualunque a quelle latitudini, ha twittato: «Rispetto e ammirazione, Leo. Tutto il mio appoggio, amico». Liam Gallagher degli Oasis spera: «Il Messia sulla strada per il Manchester City». In effetti pare essere la squadra inglese la pista più accreditata per accogliere il giocatore che ha vinto sei volte il Pallone d’oro e guadagna 71 milioni di euro l’anno. Con Guardiola formerebbe la coppia straordinaria del ciclo d’oro del Barcellona. Sogna il Psg che dopo la finale va a caccia di colpi a effetto. Ma soprattutto si scatena in Italia la fantasia dei tifosi dell’Inter che dopo averne ammirata l’immagine proiettata sul Duomo nel video di Suning ora aspettano di vederla a San Siro. La casa acquistata a Milano da papà Jorge, a due passi dalla sede nerazzurra, ha già acceso l’entusiasmo. Entusiasmo rafforzato dalle parole di Josep Maria Minguella, ex agente del fuoriclasse argentino: «Per me, Messi ha già una squadra, l’Inter. In Italia si pagano meno tasse rispetto ad altri posti, infatti c’è Cristiano Ronaldo. È più difficile per me vederlo in Inghilterra, non importa se il suo amico Aguero e Guardiola sono al Manchester City». Avrà ragione? Occhio anche alla Juve: sembra che ai vertici di Adidas non dispiaccia l’idea di Leo a Torino. La Pulce e la Vecchia Signora condividono il marchio. L’investimento al momento appare fuori portata ma l’eventuale cartellino a costo zero e il precedente CR7 inducono a non escludere la pista bianconera.

25 agosto 2020 (modifica il 26 agosto 2020 | 17:35)

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