Roma, 27 dic — Un’amara sorpresa natalizia per la sinistra delle truppe Lgbt: la dicitura padre-madre sulla carta d’identità rimane così come è. Niente genitore 1 e genitore 2, niente regali alle famiglie arcobaleno.

Padre e madre rimangono sulla carta d’identità

Il governo ha deciso di dare peso politico zero alla sentenza del Tribunale di Roma che il mese scorso ha ritenuto ammissibile l’utilizzo del termine neutro «genitore», in ossequio al dogma secondo cui le poche famiglie omogenitoriali o non binarie dello stivale dovrebbero dettare il modo di definire i ruoli genitoriali di 25 milioni di famiglie. Le quali si vedrebbero costrette a rinunciare alle diciture che definiscono i loro ruoli naturali (padre e madre, per l’appunto) in virtù dell’inclusione, parola magica estratta dal cilindro quando si vuole escludere la maggioranza per non urtare la sensibilità di un’esigua minoranza.

Buon senso 1, inclusione 0

Il governo non cambierà né i moduli, né il software per stampare la carta d’identità: la scelta è stata intrapresa sia dal ministero dell’Interno sia da quello della Famiglia, confermando il contenuto del decreto firmato dal vicepremier Matteo Salvini nel 2019. Ne dà notizia una sconvolta Repubblica, che riferisce le parole del ministro della Famiglia e delle Pari opportunità Eugenia Roccella sulla questione: «Si è fatto tanto rumore per quella decisione, ma si tratta di una sentenza individuale, dunque vale per la singola coppia che ha fatto ricorso». Sulla carta d’identità, conferma il ministro, «rimarrà scritto madre e padre», spiegando che le coppie formate da due mamme o due papà potranno comunque «sempre fare ricorso», se proprio lo desiderano.

La sentenza del Tribunale civile di Roma sulla dicitura «genitore» sulla carta d’identità aveva suscitato l’immediata perplessità di Palazzo Chigi, che aveva reagito facendo sapere di voler valutare «con particolare attenzione» la decisione dei giudici. Il governo aveva sottolineato gli «evidenti problemi di esecuzione» che avrebbero potuto mettere «a rischio il sistema di identificazione personale». Da qui la decisione di mantenere «padre e madre».

Esulta la destra

Tuona la sinistra che ora ventila la possibilità di un’azione collettiva o addirittura la segnalazione alla Commissione Ue per violazione delle norme sulla privacy. Soddisfatto il centrodestra: per Fratelli d’Italia il risultato è frutto di una «battaglia di buon senso a difesa dei diritti dei più piccoli». Esulta anche il leader della lega Matteo Salvini, che ha twittato: «Mamma e papà, le parole più belle e dolci del mondo, non si toccano».

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