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Le foto-sculture, per denunciarela natura devastata dall’uomo

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A FORTE DEI MARMI

11 luglio 2020 – 20:29

Conversations with a Changing World: la mostra di Giacomo «Jack» Braglia

di Beatrice Fornaciari

Sono fotografie che prendono corpo per conversare con lo spettatore, quelle di Giacomo «Jack» Braglia. Trasformate in tre D, perché applicate su una speciale pellicola adesiva (wrapping), attaccata su sculture dalle forme classiche in acciaio, nel caso di questa nuova mostra a cielo aperto di Forte dei Marmi o in gesso, nelle esposizioni realizzate per interni. Si liberano dalla loro naturale dimensione piatta, per raccontare delle storie a chi le osserva: parlano di un mondo in cui la natura subisce gli effetti dell’azione sconsiderata dell’uomo e hanno come ambientazioni Londra, dove vive attualmente l’artista ventiquattrenne e la Sicilia, terra di origine della madre.

Passeggiata all’aperto per riflettere

«Conversations with a Changing World» è promossa dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia, curata da Beatrice Audrito e appena inaugurata nel Fortino di Forte dei Marmi in Piazza Garibaldi, per proseguire fino al 20 settembre. Presenta tre grandi sculture site-specific, frutto dell’ultima fase di ricerca del giovane artista. «Same Outcome», davanti al ristorante Bistrot di Forte dei Marmi, uno scudo in acciaio con due facce. Da un lato, l’immagine desolata della totale incapacità (o volontà?) nel preservare la bellezza, parla di una spiaggia ricoperta di rifiuti di plastica; sull’altro lato, una auto bruciata diviene il simbolo dell’inquinamento. Percorrendo il viale a mare, in direzione Pontile, un’altra installazione: «Pollutions Supplies» attraverso più scatti in sequenza, mostra quattro fabbriche in Sicilia, attive e non, nella zona di Siracusa, a Priolo.

Message in a bottle: collaborazione con Xhixha

Le foto hanno come base più colonne in acciaio, alte due metri. Intenzione dell’artista è porre l’accento su tutto ciò che rimanendo sulla terra danneggia il mare, perché resta vicino a sorgenti d’acqua. Proseguendo la passeggiata ci si trova di fronte ad un’istallazione destinata a far parlare: «The Twin Bottles. Message in a bottle», creata a quattro mani dall’artista insieme a quello che definisce uno dei suoi maestri, Helidon Xhixha che ha realizzato, proprio a Forte dei Marmi, una mostra all’aperto lo scorso anno. Le dimensioni della bottiglia di Xhixha sono di tre metri di altezza e sei di larghezza. Mentre quella realizzata da Braglia, con l’applicazione delle immagini fotografiche, è di quattro metri e mezzo per due metri e mezzo. L’installazione raffigura, in scala aumentata, due bottiglie di plastica schiacciate e gettate come rifiuti abbandonati, per lanciare un forte messaggio di denuncia di inquinamento dei mari a causa della dispersione della plastica. L’opera, presentata lo scorso luglio a Venezia in Canal Grande di fronte a Ca’ Vendramin Calergi, grazie al suo messaggio d’attualità e all’attenzione ricevuta dai media internazionali, è divenuta il simbolo della lotta contro la plastica nei mari. Esposta a dicembre 2019 nel giardino della Triennale di Milano — che ogni anno ospita l’osservatorio sui cambiamenti climatici condotto da LifeGate — e poi nello spazio acqueo dello Yacht Club de Monaco Marina, oggi raggiunge Forte dei Marmi per portare il suo messaggio per un mondo più pulito, contenuto all’interno delle due bottiglie che sarà svelato solo allo scadere dei vent’anni dalla loro creazione, nel 2039.

Una famiglia di collezionisti e appassionati d’arte

Originario della Svizzera, Braglia ha coltivato la sua passione grazie alla famiglia, collezionisti e appassionati d’arte e ha nutrito quella per la fotografia, trasmessagli dal nonno, fin dagli undici anni, quando iniziò con la sua prima Nikon D7000. Dopo aver partecipato alla 58esima Biennale di Venezia con la mostra #MayYouLiveToHelpWalkers e la vincita del Visvamitra International Award of Excellence 2019 approda in Versilia per questa mostra estiva dall’anima green: «Le nuove opere Same Outcome e Pollution Suppliers sono il frutto di alcuni miei viaggi in luoghi dove la natura è costantemente violata — spiega — mari invasi dalla plastica, impianti industriali inquinanti, cemento che giorno dopo giorno sottrae spazio all’agricoltura». Sul titolo della mostra prosegue: «Il Changing world per me è il mondo che cambia, nel senso di una nuova una sensibilità verso l’ambiente e la speranza che in futuro cambi tutto il modo di sentire il mondo che ci circonda. Conversations è il dialogo con lo spettatore, perché cerco sempre di dare emozioni a chi si relaziona con le mie opere». Non solo arte, nell’impegno a favore dell’ambiente per Braglia ma anche una donazione concreta di 5 mila euro, fatta insieme a Xhixha, a favore del Centro di Recupero di Legambiente a Manfredonia che coprirà i costi di cibo e cure per le tartarughe marine.

11 luglio 2020 | 20:29

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