lazio-inter,-conte-recrimina-ma-ritrova-moses.-inzaghi-polemico:-«vidal-e-stato-furbo»

Bella, spendacciona e alla fine con una cesta piena di rimpianti. L’Inter non arretra, né si snatura, fa mostra di sé e della sua forza anche contro la Lazio, si porta via però solo un pareggio dopo aver dominato e mai chiuso la partita (qui le pagelle). Non un passo indietro nel gioco, semmai l’ennesima sottolineatura di fatica negli scontri diretti. La Lazio è lontana dagli standard del campionato passato, mostra però il carattere giusto per riprendere una gara sempre subita e compromessa da tre infortuni nel primo tempo. Conte esce soddisfatto a metà. «Abbiamo giocato con personalità. Però peccato, il loro gol è arrivato nel nostro momento migliore, stavamo dominando».

Partita in pugno

Vero, l’Inter la partita l’aveva in pugno e non aveva mai dato la sensazione di non riuscire a conquistarla. Il trasformista Conte s’è presentato con quattro uomini diversi rispetto a Benevento. I nerazzurri hanno impiegato poco a prendere le misure alla Lazio di Inzaghi, trascinata in avvio dalle discese di Lazzari. Poca roba. Conte l’aveva studiata bene, con Barella trequartista a cucire i reparti e soffocare Leiva, e con Vidal e Gagliardini in mediana a contenere Luis Alberto e Milinkovic. La Lazio non trovava sblocchi, l’Inter è rimasta in attesa di colpire, fino alla discesa di Perisic capitalizzata dalla stupenda girata di Lautaro, alla terza rete di fila nelle prime tre partite.

L’errore di Lukaku

Tutto naturale, in un match condotto per mano e mai in discussione. Il peccato capitale è stato non chiuderlo a inizio ripresa, quando prima Lukaku e poi Lautaro hanno fallito il colpo del k.o. Sul centravanti belga va spesa una riflessione: il suo lavoro per la squadra è innegabile e vitale, sotto porta però non può pensare, soprattutto negli scontri diretti, di avere tre occasioni per capitalizzarne una.

Perisic sovrastato

Sul quel doppio errore la partita è svoltata, almeno per un attimo. Della fisiologica pausa interista ha approfittato Milinkovic, sovrastando Perisic e infilando il pareggio. Si tratta della sesta rete subita dai nerazzurri in tre partite. L’Inter ci ha messo un po’ a ritornare in un match che ha preso una piega rissosa a metà della ripresa, quando l’arbitro Guida ha espulso Immobile per un fallo di reazione su Vidal. «Ciro è stato provocato, ma sa di aver sbagliato. Vidal è stato più furbo di lui», la sintesi di Inzaghi.

Il ritorno di Moses

Con l’uomo in più e con il supporto dei cambi, Conte ha riprovato a schiacciare la Lazio, salvata da una deviazione e dal palo sul tiro di Brozovic. A complicare il finale è arrivata pure l’espulsione di Sensi, allontanato per una manata a Patric. Nervosismo inutile, eccessiva la sanzione dell’arbitro: il risultato è che il centrocampista salterà il derby con il Milan, capolista e davanti all’Inter. Conte potrebbe però avere Moses e per l’esterno del Chelsea sarebbe un ritorno. Di sicuro avrà a disposizione Darmian e probabilmente non più Nainggolan diretto a Cagliari. Il tecnico però è convinto, «siamo sulla strada giusta». Serve però più cinismo per arrivare in testa e rimanerci.

4 ottobre 2020 (modifica il 4 ottobre 2020 | 23:56)

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