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L’avvocata attivista Lgbt Cathy La Torre si candida a sindaca di Bologna: «Riparto dagli invisibili»

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«Virginio Merola assente su Bologna durante l’emergenza Covid. Un sindaco stanco dopo due mandati, la città ha bisogno di strategie all’altezza». Cathy La Torre, 39 anni, origini trapanesi, avvocata, attivista del movimento Lgbt, si propone come aspirante sindaca di Bologna per il centrosinistra. A condizione che vengano indette le primarie di coalizione per stabilire chi correrà davvero alle elezioni del 2021 per eleggere consiglio e primo cittadino. Gli altri partecipanti dovrebbero essere gli attuali assessori Alberto Aitini e Matteo Lepore, anche se in alternativa alle stesse primarie circolano i nomi dell’ex ministro Gian Luca Galletti e del rettore Francesco Ubertini. «La giunta è stata presente e in questi anni ha ottenuto dei risultati, come quelli infrastrutturali», riconosce La Torre, «ma chi crede che Bologna abbia sempre gli anticorpi per reagire a tutto si sbaglia, questa volta con l’emergenza sanitaria la città è stata colpita molto duramente. Ho fatto un giro in questi giorni e ho visto la città universitaria spenta, una desolazione».

Diritti civili e Salvini

La Torre è già stata in Consiglio comunale dal 2011 al 2016 con Sel (di cui è stata componente della direzione nazionale), ma poi non si è ricandidata in dissenso con il partito e nella convinzione che la politica si possa esercitare anche fuori dai Palazzi. «Ero stata in maggioranza e passare all’opposizione era una scelta che non condividevo». Negli anni a seguire si è battuta contro l’omofobia e la transfobia, ha fondato il sito Gaylex.it, ha lanciato la campagna online «Odiare ti costa» in favore di chi viene diffamato o subisce violenze. Ha vinto il The Good Lobby Awards 2019, il premio che riconosce i migliori avvocati probono dell’anno, consegnato a Bruxelles. Come legale, ha difeso tra gli altri la scrittrice Michela Murgia, il diciassettenne Yassin abitante nel quartiere bolognese Pilastro, al quale l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, in piena campagna elettorale in Emilia-Romagna e Calabria, aveva citofonato in diretta su Facebook chiedendogli se fosse uno spacciatore. Durante lo scontro estivo del luglio 2019 tra Viminale e Ong, l’avvocata aveva poi ricevuto il mandato dalla Sea Watch di tutelare civilmente la capitana tedesca Carola Rackete, che con la sua nave carica di migranti aveva forzato il blocco imposto dell’allora ministro leghista e che per questo venne arrestata. Con Salvini, La Torre è entrata spesso in polemica. Ha fatto parlare di sé indossando una maglietta con il font della polizia e la scritta «Frociaria di Stato».

Prima la povertà

Tuttavia oggi La Torre, che si definisce gender-fluid, non-binary, cioè «non convinta di voler essere un uomo, senza sentirsi totalmente una donna», punta a non rappresentare soltanto la comunità che da anni difende come avvocata e per cui è stata spesso attaccata online («Per me ho fatto partire 270 diffide»). «Mi occupo di diritti civili e diritti umani», spiega, «l’odio online non è al centro del dibattito in questo momento e non è nemmeno il tempo di rendere note le vittorie che otteniamo. A esserlo è invece la povertà delle persone». Domenica 5 luglio è andata in piazza a Roma con il sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro in difesa dei braccianti, degli invisibili. «Come cittadina sento forte il desiderio di affrontare le questioni amministrative per dare delle risposte», dice, «le persone che mi stimano mi chiedono di impegnarmi di nuovo in politica. Andrò in giro per Bologna, insieme a un gruppo di ragazzi appena usciti dalla scuola con la maturità, per vedere fisicamente in che situazione si trova la città. Il progetto si chiama “Bologna misuriamoci la temperatura”, nell’ambito di “Tutta tua la città”, raccolta di idee in previsione di scelte politiche».

Questioni urgenti

In attesa delle primarie (se e quando ci saranno), sarà alla Festa dell’Unità al Parco Nord (dal 27 agosto al 21 settembre) dove si potrà soppesare che cosa ne pensano i cittadini degli aspiranti candidati. La Torre oggi è preoccupata della risposta che le istituzioni forniscono a chi ha perso il lavoro o non sa come gestire la famiglia se ha figli piccoli. Asili nido, centri estivi, prossima apertura delle scuole. «L’offerta è inadeguata rispetto ai bisogni», racconta, «i dipendenti dei centri estivi dicono che manca la sicurezza e hanno annunciato scioperi. Resta il fatto che per molti genitori la situazione è insostenibile». Tra gli altri punti che le stanno a cuore, l’utilizzo adeguato del territorio anche a fini sociali. Di recente, ha presentato un esposto per danno erariale per il caso Atlantide, area sgomberata e ancora vuota da sette anni, «dimenticata dal Comune».

5 luglio 2020 (modifica il 5 luglio 2020 | 15:28)

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