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le elezioni regionali

Mezzogiorno, 7 luglio 2020 – 16:33

Dopo il «richiamo» di Conte, ultimatum a Emiliano anche dai ministri Boccia, Bellanova e Bonetti. E a Bari nasce la Biblioteca delle donne

di Lucia del Vecchio

Gli appelli si sprecano da giorni. Ma per la doppia preferenza di genere in Puglia è ancora notte fonda, mentre secondo i 5 Stelle si staglia sullo sfondo delle Regionali di settembre il rischio di «invalidità». Dopo l’intervento a gamba tesa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha praticamente minacciato di ricorrere ai poteri sostitutivi, tornano a tuonare per l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese i ministri Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Francesco Boccia. «Credo non sia più ammissibile votare senza la doppia preferenza. Chi non approva questa norma dice alle donne che sono inutili», afferma Bellanova. Aggiunge la ministra: «Se la Puglia non è in grado di dotarsi di una legge di cui tante altre Regioni si sono dotate, dovrà sostituirsi il governo nazionale». Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Boccia: «Votare contro le donne è ignobile e i maschietti che lo fanno dovrebbero vergognarsi. Mi aspetto che in queste ore il Consiglio regionale faccia quello che è giusto fare, non solo in Puglia ma anche nelle altre Regioni che si sono attardate».

Insomma, il pressing anche sul presidente Michele Emiliano perché la Puglia adegui la sua legge alla norma nazionale, già dall’imminente tornata elettorale, si fa sempre più forte. Una delle sei Regioni inadempienti ha provveduto nelle scorse ore. È la Liguria guidata dal centrodestra con Giovanni Toti. «Bene la Liguria – dice la ministra per le pari opportunità, Elena Bonetti – e ora si impegni la Puglia. Non c’è motivo di rimandare».

In realtà, le resistenze sono tante. Ma va sottolineato che il mancato adeguamento alla norma nazionale «potrebbe esporre la Regione – denuncia il M5S – a ricorsi che potrebbero portare addirittura all’annullamento del voto di settembre». Il rischio concreto è stato illustrato ieri durante la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge dei pentastellati che punta a introdurre la doppia preferenza di genere «già dalle prossime Regionali e non dal 2025» (secondo l’idea che circola in Consiglio regionale). Ne hanno parlato la candidata presidente dei M5S, Antonella Laricchia, e le consigliere Grazia Di Bari e Rosa Barone. Con loro il senatore Gianmauro Dell’Olio.

La proposta dei 5 Stelle prevede pure lo stop alle liste che nella composizione non rispettino la percentuale di presenza dei due generi (60% – 40%). La norma è contenuta nell’attuale legge elettorale ma prevede solo una lieve sanzione in caso di inottemperanza. «Siamo stanchi – dicono i grillini – dei continui giochetti della maggioranza: non si può arrivare a fine legislatura senza che siano riusciti ad accordarsi su tre proposte di legge presentate da loro stessi. E non capiamo come pensano di riuscirci nella prossima seduta della settima commissione fissata (forse) per il 15 luglio». I pentastellati si rivolgono a tutti i consiglieri: «Sono disposti tutti a votare la modifica con noi senza il giochetto del voto segreto? Sia chiaro che non accetteremo alcun emendamento come quelli di cui abbiamo sentito parlare per introdurre la sospensione dalla carica di consigliere se si è nominati assessori. La parità di genere è una cosa seria e non va barattata con le poltrone». Nel centrosinistra sono sensibili. Il consigliere Paolo Pellegrino (Italia in comune) ricorda di aver inviato a Emiliano una petizione otto mesi fa. Mentre Ernesto Abaterusso (Senso civico), estensore di una proposta arenata in commissione, chiede il voto palese, «perché dietro i falsi proclami di tanti si nasconde una volontà maggioritaria di affossare la legge, approfittando del voto segreto».

Intanto ieri, in via Calefati 245, è stata inaugurata Bi.Do.Ba. (Biblioteca delle Donne di Bari). È un nuovo hub per la promozione della lettura, organizzato dalla nascente rete delle biblioteche di genere e dei centri di documentazione sugli studi di genere, nell’ambito del progetto Bari social book dell’assessorato comunale al welfare: vi collabora l’università e il Corecom Puglia.

7 luglio 2020 | 16:33

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