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La sfida politica dopo la pandemia

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EDITORIALE

Mezzogiorno, 4 luglio 2020 – 13:12

I partiti ne siano all’altezza

di Pasquale Pellegrini

Essere in campagna elettorale in estate non è certo il meglio per una scelta oculata e ponderata della dirigenza politica regionale dei prossimi anni, ma è funzionale all’occultamento di temi spinosi e di programmi deboli in un momento in cui ne occorrerebbero di robusti per disegnare il futuro della Puglia. La fine del lockdown non può essere certo considerata la semplice ripresa dei ritmi precedenti. La pandemia ha mutato il volto dell’Italia da Nord a Sud, ha rimescolato le carte, mettendo in risalto nuove priorità. I problemi sul tappeto non sono gli stessi di gennaio, sono altri, più insidiosi, più pericolosi sul piano sociale e, sostanzialmente, più complicati da risolvere. Questo pone alla politica una sfida nuova: rivedere tutti i programmi e le proposte. Non uno scherzo.

La pandemia ha evidenziato disfunzioni enormi in alcuni settori, per esempio in sanità, inefficienze abissali e ritardi su cui occorre riflettere e studiare; è stata la verifica sperimentale che le decisioni che si sono adottate erano già prima inadeguate rispetto ai problemi, figuriamoci ora. Occorrerebbe, insomma un ripensamento di tutta la proposta politica, uno studio approfondito della realtà sociale, un’analisi che non può essere fatta in due mesi e men che meno in estate. Il rischio quindi che il dibattito, sia interno ai partiti sia pubblico, non ci sia e che il suo posto venga occupato da una comunicazione propagandistica, semplificata e semplificante, senza contenuti e con molte irrealizzabili promesse, è assai alto. Assisteremo ad una campagna elettorale sopra le righe, infarcita di slogan, di parole chiave, di soluzioni a buon mercato, senza minimamente affrontare la complessità della sfida.

D’altronde pensare che possa essere diverso, alla luce dei volti che i partiti intendono presentare, è un’illusione. Non sono persone nuove, né con background di qualità: sono politici già visti che, a livello regionale, non hanno certo brillato per le loro sfolgoranti visioni del futuro. Ma se nel pre-lockdown la società nel complesso, arrangiandosi, riusciva a tamponare le falle e le inefficienze da loro create, oggi questo è molto più difficile e si rischia la débâcle. Nonostante il periodo estivo, occorre comunque pensarci, affinché non venga meno quella coscienza civile, quello spirito di solidarietà e di cooperazione che ha tenuto in piedi il Paese in questi mesi. Una democrazia matura non è solo elezioni, ma forza morale che sa guardare lontano, indicando alla politica la giusta direzione. Ma la politica è capace di ascolto? Saperlo è essenziale.

4 luglio 2020 | 13:12

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