La proposta: un nuovo tipo di rimesse d’impatto sociale

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La proposta: un nuovo tipo di rimesse d'impatto sociale

Secondo la Fondazione Migrantes, in meno di 15 anni il numero di Italiani iscritti all’AIRE è passato da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni e mezzo. A fronte del capitale umano che abbandona la penisola, vi è un’altra forma di capitale, la cui entità cresce all’aumentare della presenza di connazionali all’estero, stavolta in entrata: quello delle rimesse. Secondo dati del Fondo Monetario Internazionale, dal 2006 al 2019 il valore nominale espresso in dollari delle rimesse in entrata in Italia è cresciuto al tasso annuale del 7,5 per cento. Gli unici paesi Europei con tassi di crescita più elevati sono Romania, Ungheria, Bielorussia e l’Ucraina.

Questi capitali in entrata possono essere convogliati in spesa per l’innovazione e rappresentare quindi un’opportunità per il nostro paese. Un campo dell’innovazione in cui gli italiani all’estero possono sentirsi portati a investire è quello dell’innovazione sociale rivolta ai territori e le comunità da cui essi provengono, con i quali malgrado la lontananza spesso sussistono legami, prima di tutto affettivi. Il mercato mondiale dell’impact investing, ossia della finanza che consente a capitali privati di essere incanalati in progetti d’investimento aventi un’utilità pubblica e quindi di coniugare rendimento economico e impatto sociale, è cresciuto tra il 2018 e il 2019 in un solo anno del 42 per cento secondo il Global Impact Investing Network. Uno strumento dell’impact investing che va affermandosi è quello dei social impact bonds (Sib), in cui la remunerazione degli investitori è legata al raggiungimento di un risultato sociale quantificabile (payment-by-results), quale per esempio l’aver ricevuto un’offerta di lavoro per i 90 neet, i giovani che non studiano e non lavorano, coinvolti nel programma di formazione finanziato dal Sib Living Balance lanciato del 2012 a Perth & Kinross, una località in Scozia poco a nord di Edimburgo. In Italia è del 2018 la creazione di un Fondo per l’Innovazione Sociale che consente di sperimentare strumenti finanziari secondo la logica del payment-by-results. L’entità più modesta di risorse necessarie e la logica del confronto tra parti sociali che è alla base di questo strumento fanno sì che Sib tarati su obiettivi di natura locale si sposino bene con l’obiettivo di coinvolgere finanziariamente e tramite lo scambio di idee gli italiani all’estero in progetti di sviluppo dei rispettivi territori, oltre a incoraggiare, come tutti i Sib in generale, una cultura politica orientata alla valutazione e all’uso efficiente delle risorse. 


 

I Millennial possono raggiungere la massa critica per dare una spinta propulsiva alla finanza sostenibile anche dell’impact investing per il tramite delle aziende per cui lavorano. Il settore corporate è sempre più protagonista del risparmio mondiale: il tasso di risparmio delle aziende è aumentato dal 1980 al 2015 di quasi 10 punti percentuali a fronte di una riduzione di quello delle famiglie di oltre 20. Le grandi aziende nel settore high-tech esercitano inoltre un peso crescente nell’indirizzare i risparmi individuali: dal 2017 al 2019 il valore della compensazione dei dipendenti sotto forma di stock options per Alphabet Inc., la holding di Google, è aumentato del 42 per cento, un tasso di crescita con ogni probabilità superiore a quello degli stipendi. I Millennial potrebbero richiedere maggiore voce in capitolo nella gestione del risparmio delle aziende per cui lavorano al fine di indirizzarlo verso strumenti di impact investing, cosa che diverse aziende probabilmente  sarebbero disposte a fare, offrendo già molte di loro notevoli incentivi per raccolte fondi in favore del settore no-profit. 


 

Quello che manca è una maggiore consapevolezza che la realizzazione di obiettivi a impatto sociale non deve per forza essere no-profit. Soprattutto mancano l’architettura di un eventuale Sib in grado di attirare suddetti risparmi privati e l’infrastruttura istituzionale per perseguirne le finalità sociali, ambiti in cui è evidente che il soggetto pubblico debba prendere l’iniziativa. 

*Già ricercatrice Ocse, oggi economista in Banca d’Italia, talento rientrato in Italia – da Parigi a Roma – a settembre 2020.