Cronaca

La mia lotta per il Tagliamento, l’ultimo fiume selvaggio che c’è

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Che cos’è un fiume? Se dovessi definirlo in una sola parola direi: vita. Vita che nasce minuscola, come la nostra, da un inizio quasi invisibile: un rivolo d’acqua che si fa strada a fatica fra i sassi, in qualche luogo nascosto fra le montagne, e cerca la sua via nel mondo. La sua forza cresce strada facendo, si fa impetuosa. Presto la sua voce non è più un sommesso tremolio ma diventa un canto, un inno alla vita. Perché il fiume è vita: nutre la fauna selvatica e i campi, scorre dai rubinetti delle nostre case. Candidandosi a senatore dell’Illinois, in un discorso Abraham Lincoln disse che lui era l’Illinois, perché si era nutrito del pane fatto col grano e l’acqua di quella terra, e quel nutrimento era diventato il suo corpo.

Interventi potenzialmente devastanti

Così io sento di essere il Tagliamento, il fiume sulle cui sponde ho avuto la fortuna di nascere. Quando voglio far innamorare del Friuli qualcuno venuto da fuori, lo porto sul colle dove sorgeva il castello di Pinzano. Da lassù l’occhio domina, come quello di un falco, le anse del fiume, uguali a quando l’attraversarono le legioni romane e poi i Longobardi, e i Franchi, e le armate di Napoleone. Qualcuno ora sta riesumando vecchi progetti, e proprio in quel punto meraviglioso vorrebbe realizzare, oltretutto coi soldi europei di un recovery fund ispirato a tutt’altra filosofia, collegamenti autostradali e sbarramenti sul fiume, che ne altererebbero le caratteristiche che lo rendono unico. Contro questi progetti obsoleti ed economicamente insostenibili, oltre che devastanti, ci stiamo mobilitando in tanti, anche fuori dai confini regionali. Una petizione, lanciata su change.org, per tutelare il fiume facendolo dichiarare Patrimonio mondiale naturale Unesco, ha superato in poche settimane le 10.000 firme, grazie anche all’adesione di testimonial influenti come Licia Colò, Mario Tozzi e Luca Mercalli.

La mobilitazione degli ambientalisti

A difesa del Tagliamento si stanno muovendo i giovani di Fridays For Future come le associazioni ambientalistiche, di cicloturismo e di kayak, per citarne solo alcune, e chiunque crede nel grande potenziale attrattivo di un fiume libero e intatto, come i tanti imprenditori, in gran parte giovani, che hanno fatto della qualità e della valorizzazione della grande varietà paesaggistica ed enogastronomica della nostra regione la loro mission aziendale. Molte adesioni arrivano anche dall’estero, in primo luogo dalla Germania e dall’Austria, dove sul Tagliamento si sono scritti libri e girati documentari e la coscienza ecologica è viva anche a livello politico.

Un patrimonio dell’umanità e una risorsa per la ripresa

Perché il Tagliamento è l’ultimo fiume selvaggio d’Europa. L’ultimo: un patrimonio quindi non solo della regione in cui scorre ma di tutta l’umanità. È studiato da esperti di fama mondiale che vi vedono un modello per recuperare la naturalità di altri fiumi europei. Nei suoi 170 chilometri dalle Alpi all’Adriatico costituisce un ecosistema unico, ricco di varietà animali e vegetali. Boschi incontaminati, cascate, borghi da cartolina in legno e pietra viva rappresentano un tesoro di bellezza senza paragoni, oltre che un’enorme risorsa potenziale per il territorio, ora che la pandemia ci ha fatto riscoprire le vacanze entro i confini nazionali e la necessità di reinventare la nostra economia.

Le parole di un anziano

Qualche giorno fa ho ascoltato un vecchio che ha vissuto sul fiume e del fiume per tutta la sua vita: raccontava della pesca, delle stagioni, di come si può vivere di niente e avere tutto. Le sue parole luminose e dolenti mi ricordavano quelle del capo indiano Seattle, che nel 1854 scrisse al presidente degli Stati Uniti, che voleva comprare le terre della sua tribù: «Tutto ciò che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su sé stessi. La terra non appartiene all’uomo, ma è l’uomo che appartiene alla terra. Tutto ciò che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli».

Tesoro da usare saggiamente

Il Tagliamento non ha paura dell’uomo. Il fiume è eterno. Ha visto passare i mammut. Ci sarà quando noi non saremo che un ricordo. Il cemento e l’asfalto in cui qualcuno vorrebbe ingabbiarlo si ridurranno in polvere, nel tempo. Siamo noi umani a doverci preoccupare, non il fiume. Quando ci battiamo per tutelarne l’integrità lo facciamo per noi stessi. Il Tagliamento è un tesoro da usare saggiamente. E la nostra battaglia da combattere per un futuro migliore.

27 agosto 2020 (modifica il 27 agosto 2020 | 00:12)

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