Cronaca

La Leggenda del pianista nell’oratorio: il 16enne (autodidatta) che suona tra le montagne

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Testico è un paesino dell’entroterra ligure, Riviera di Ponente, a quasi 500 metri d’altezza. È il Tourmalet dei ciclisti della domenica che qui si arrampicano, fanno una sosta e poi scavallano: giù per la discesa, 10 chilometri in mezzo agli ulivi. La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, in cima all’abitato, è il punto di arrivo. Siamo a 20 chilometri da Alassio e da Andora, provincia di Savona.

Due ciclisti più che maturi e più che provati dalla salita «allungano» le orecchie e si guardano intorno. «La senti? Da dove viene?». In effetti nel silenzio si percepiscono le note rotonde di un pianoforte. Si fermano due ragazzi in mountain bike. Tirano fuori le borracce, scambiano due battute con gli altri e provano anche loro ad afferrare la musica: «Non è la prima volta che qui sentiamo un pianoforte …. Ci sarà una cassa appoggiata a una finestra…». Ripartono tutti. Ma non sono suoni che vengono da una cassa, non è una riproduzione.

Ci spostiamo per riprendere le valli con il telefonino. La musica è più nitida e allora proviamo a seguirla. Esce da una porta socchiusa dell’oratorio. Dentro ci sono un monopattino, un pianoforte e un ragazzo. Lì per lì non vogliamo disturbare, si capisce che quel ragazzo di 16 anni vuole esercitarsi in santa pace nell’oratorio che il Don gli concede.

Scambiamo due parole. Stefano ci lascia la sua mail. La sera gli scriviamo, ma la mail di un ragazzo di 16 anni ha i tempi tecnici del piccione viaggiatore. Infatti passano diversi giorni. Poi chiama al telefono, forse solo per cortesia («Guardo raramente la mail», dice). Giusto il tempo di passarci il papà, Aldo Aicardi, autista di bus di linea, 46 anni, sposato da 24. La moglie ha un piccolo bar-alimentari in paese, hanno anche una figlia di 20 anni. Da generazioni vivono a Testico. Racconta, orgoglioso, di quel figlio autodidatta che anche d’inverno, con la stufetta sotto le gambe, passa le ore a suonare in oratorio.

«Ha imparato dal nonno, autista di bus di linea, anche lui autodidatta, che suonava bene molti strumenti, perfino l’organo in chiesa tutte le domeniche». Il ragazzo, che non farà l’autista di bus di linea ma è al terzo anno delle scuola alberghiera di Alassio, da un po’ di tempo prende lezioni (a pagamento), tre-quattro volte al mese, da Giorgio Piovano, «un giovane maestro d’organo bravissimo e che viene apposta fin su a Testico».

La Leggenda del pianista nell’oratorio è tutta qui: un ragazzo che parcheggia il suo monopattino nella grande sala vuota, si siede davanti alla tastiera e, come il nonno, insegue le note. Lasciandole volare via.

9 luglio 2020 (modifica il 9 luglio 2020 | 09:02)

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