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26 settembre 2020 – 17:42

Stasera la prima trasferta della stagione

di Tommaso Loreto

La vittoria all’esordio è frutto di una precisa strategia, segno che le idee di Iachini cominciano a pagare, adesso è tempo di conferme. Nel primo vero esame della stagione il tecnico si augura di rivedere la stessa voglia di imporre il proprio gioco. Anche per questo, infortuni a parte, Iachini pensa a una Fiorentina spavalda, per niente intimorita da San Siro o dagli avversari. «Avrei preferito affrontare l’Inter più avanti — racconta l’allenatore prima della partenza per Milano — perché hanno finito da poco di giocare e ripartono da una finale europea e un secondo posto. Se pensiamo di fare una gara difensiva non ne veniamo fuori, dovremo giocarcela a viso aperto consapevoli che possiamo crear loro più di un problema. E poi non ricordo gare rinunciatarie della mia squadra, nemmeno in trasferta».

Il pericolo principale è rappresentato dalla coppia Lukaku-Martinez ma non solo, perché la qualità a disposizione di Conte è più o meno in ogni reparto, fasce incluse dove esordirà Hakimi e dove dovrebbe giocare Perisic: «Contro il Torino siamo venuti fuori nella ripresa perché abbiamo stancato gli avversari allargando il gioco, l’Inter ha esterni abituati a dare ampiezza, per questo ci siamo preparati diversamente. Però la formazione avversaria conta il giusto, ci sono interpreti di valore sia sulle fasce che a centrocampo dove sono ricchi in palleggio che giochi Eriksen o Sensi. Nel finale dello scorso anno hanno lasciato per strada qualche punto di troppo ma anche in questa stagione saranno la principale concorrente della Juve». Non l’occasione migliore per fare a meno di Pezzella e Pulgar (l’argentino è stato convocato ma partirà dalla panchina lasciando spazio a Ceccherini, il cileno è ancora in ritardo nella condizione per la positività al Covid di qualche tempo fa) ma Iachini ritroverà Amrabat e si affiderà a una rosa ampia, ricca di alternative.

«Nessuno deve sentirsi escluso se non parte titolare — riprende il tecnico — tanto più in attacco dove tutti possono essere utili a partita in corso viste le cinque sostituzioni. Alla squadra ho sempre detto che si comincia in undici ma poi giocano anche gli altri, l’importante è farsi trovare pronti. Amrabat è un elemento importante, in grado di giocare davanti alla difesa e di permettere agli altri centrocampisti d’inserirsi. Quest’anno abbiamo acquistato calciatori di qualità come Bonaventura e Borja Valero che ci permettono di giocare più alti e andare meno in affanno mentre davanti ho tre attaccanti dalle caratteristiche diverse. Kouamè ha tutto per fare anche il centravanti, ma non esclude Vlahovic e Cutrone che partono alla pari. Valuterò partita per partita fermo restando che in questo momento anche Ribery deve giocare più da punta che da trequartista».

Quanto al mercato l’allenatore non si discosta dalle indicazioni societarie: «La squadra è fatta al 95%, se capiteranno occasioni da qui alla chiusura i direttori e il presidente sapranno coglierle. Le voci sui difensori non mi preoccupano, resteranno come gli attaccanti mentre Chiesa non mi sembra affatto distratto, in allenamento ho dovuto frenarlo da quanto andava forte. Si comporta in modo esemplare, poi è chiaro che il mercato è imprevedibile e che gli scenari possano cambiare improvvisamente ma è un discorso che riguarda tutti i calciatori forti di altre squadre».

26 settembre 2020 | 17:42

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