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La celiachia è curabile? Uno studio apre un piccolo spiraglio

Dalla Finlandia arriva una speranza per chi non può assumere glutine. Una cura per questo problema sempre più diffuso, che ad oggi non ha ancora una terapia farmacologica

Dalla Finlandia arriva una speranza per chi non può assumere glutine. Una cura per questo problema sempre più diffuso, che ad oggi non ha ancora una terapia farmacologica

Attualmente, la celiachia non è curabile e non esiste una soluzione definitiva. Esiste una terapia, quella sì, e non è farmacologica. Come tutti i celiaci sanno, questa terapia è alimentare, e consiste nell’esclusione a vita del glutine dalla propria dieta. I celiaci scendono a patti con questa necessità e assumono uno stile di vita tale da garantirsi una dieta gluten-free. Tuttavia, si tratta oggettivamente di una limitazione, che almeno inizialmente genera qualche fastidio per non dire disagio. Una limitazione da accettare comunque e da assecondare. Il rischio, in alternativa, è di peggiorare la situazione, danneggiando il proprio organismo.

Ovviamente il grado di intolleranza al glutine cambia da persona a persona. Alcuni, per esempio, stanno molto male anche se entrano in contatto con quantità infinitesime di glutine. In ogni caso, però, si segnala un danno all’apparato digerente e ai villi intestinali per la precisazione. Da questo danno, discende una perdita di “performance” sull’assorbimento degli altri nutrienti. Ciò potrebbe causare denutrizione e altri disturbi più o meno evidenti, come l’anemia da carenza di ferro. Sarebbe auspicabile, quindi, che prima o poi venisse trovata una cura per la celiachia, o una soluzione per ripristinare la tolleranza al glutine. Tale eventualità è sempre stata giudicata remota alla comunità scientifica, tuttavia uno studio pubblicato di recente sembra aprire un timido spiraglio. 

Dalla Finlandia, una speranza La celiachia è curabile? Uno studio apre un piccolo spiraglioDalla Finlandia, una speranza

Lo studio finlandese sulla celiachia

Lo studio sulla celiachia è stato realizzato dall’Università di Helsinki ed è stato pubblicato di recente dalla rivista scientifica Gastroenterology. Non è un caso che lo studio provenga dalla Finlandia, infatti nel Paese scandinavo la celiachia è un problema molto sentito: tra il 2 e il 3% dei finlandesi soffre di celiachia. Per comprendere le dimensioni del fenomeno, basti pensare che l’incidenza della celiachia a livello mondiale è pari allo 0,3-0,4%. Ad ogni modo, lo scopo dello studio era verificare la possibilità di una cura definitiva per la celiachia, che potesse passare per il ripristino della tolleranza al glutine.

L’intuizione è stata la seguente: la celiachia è dovuta principalmente ad una iper-reazione dell’organismo dalla gliadina, una delle due componenti del glutine. Quando un celiaco assimila la gliadina, i linfociti T (con memoria della gliadina) si attivano in modo “scomposto”, dando in via a una reazione pesantemente infiammatoria. Dunque, si dovrebbe trovare un modo per riprogrammare i linfociti T e per “insegnare” loro a non attaccare la gliadina. Secondo i ricercatori di Helsinki questo obiettivo potrebbe essere raggiunto per mezzo di iniezioni di nano-particelle di gliadina direttamente nel sangue. Lo studio è stato eseguito sui topi affetti da celiachia, o comunque con una intolleranza al glutine più o meno marcata. A quanto pare, le prime evidenza hanno dato dei buoni risultati, con una quota rilevante di topi che hanno recuperato, in tutto o parzialmente, la capacità di tollerare il glutine.

C’è da sperare in questa nuova ricerca? 

Siamo a un passo dalla meta? Ovviamente no, la strada è ancora piuttosto lunga. A tutti gli effetti si tratta di uno studio preliminare. Lo è per l’esiguità dei topi presi in considerazione, ma lo è anche perché deve essere ancora valutata dal resto della comunità scientifica. Inoltre, i topi e gli uomini potrebbero reagire in modo diverso alla presumibile terapia, visto il diverso grado di complessità del sistema immunitario.

Tuttavia è un tentativo che va verso la direzione giusta. Di certo lo studio ha già raggiunto un risultato, ossia ha incoraggiato molti altri ricercatori a impegnarsi nella lotta risolutiva alla celiachia. Anche solo teoricamente, l’Università finlandese ha dimostrato che una cura alla celiachia è possibile.

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