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La cassa integrazione smarrita È arrivata a un artigiano su 4

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economia

1 luglio 2020 – 10:16

Il 75% aspetta ancora i soldi di aprile. Confartigianato: basta provvedimenti a singhiozzo

di Leonardo Testai

Se l’erogazione della cassa integrazione per l’emergenza Covid ha accusato forti ritardi sul fronte industriale, non stanno andando meglio le cose alla sua versione per il mondo artigiano, ossia il Fondo di solidarietà bilaterale Fsba. Venerdì — denuncia Confartigianato Firenze — sono arrivate da Roma le risorse da destinare al Fondo, che sono andate immediatamente esaurite, e sono bastate «solo per coprire le domande residue di marzo e circa un quarto delle domande di aprile», lamenta l’associazione. Un problema notevole soprattutto perché, secondo i dati del Centro studi di Confartigianato Firenze, il 98% delle imprese artigiane cittadine ha fatto richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali previsti dai decreti del governo. La partita della cassa integrazione riguarda sul territorio fiorentino 5.369 aziende artigiane, per un totale di 24.144 lavoratori (dato, questo, aggiornato al 21 giugno) che nel 75% dei casi stanno ancora aspettando i soldi del mese di aprile. Il Fondo di solidarietà bilaterale, istituito nel 2016 dalle associazioni di categoria del settore insieme ai sindacati in scia ai decreti attuativi del Jobs Act, prevede l’obbligo di versamento di un contributo a carico dell’azienda, che è dovuto da tutte le aziende artigiane e dalle imprese che applicano contratti nazionali artigiani anche con un numero di dipendenti inferiori ai cinque.

«L’arrivo di una prima tranche di risorse ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma siamo ancora ben lontani da ciò che serve», rimarca il direttore generale di Confartigianato Firenze Jacopo Ferretti. Se nel caso della Cig Covid in deroga era la farraginosità della procedura che allungava i tempi del ping-pong fra Regione e Inps, stavolta il problema è il sostegno al Fondo. «Il governo — osserva Ferretti — continua a prorogare lo stop ai licenziamenti e a rinnovare la cassa integrazione, ma questi provvedimenti vanno finanziati. Non si può continuare con questo andamento a singhiozzo che fa accumulare ritardi su ritardi: qualche inghippo nella fase iniziale è stato comprensibile, ma adesso il meccanismo deve funzionare». A livello nazionale, per il mese di marzo il Fondo ha assicurato prestazioni a 500 mila lavoratori di imprese artigiane, erogando circa 300 milioni di euro a fronte di uno stanziamento governativo di 60 milioni; ad aprile le domande di sospensione riguardano circa 700 mila lavoratori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 luglio 2020 | 10:16

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