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la partita fantasma

Mezzogiorno, 5 ottobre 2020 – 10:22

L’avvocato Mattia Grassani: «La trasferta avrebbe significato violare provvedimenti statali e causare rischi sanitari dopo la decisione dell’Asl». Procura Federcalcio apre inchiesta

«Domani (martedì 5 ottobre; ndr) il giudice sportivo decreterà lo 0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione al Napoli? Il club ha documentato a Figc, Lega e Giudice sportivo che sussistevano delle condizioni ostative alla disputa della gara, per cui non è il Napoli che ha scelto di non andare a Torino, ma sono state le autorità competenti che, in materia di sicurezza e ordine pubblico, lo hanno impedito. Il Napoli per andare a Torino avrebbe dovute violare provvedimenti statali a rischio di esposizione a procedimenti penali». Lo ha spiegato Mattia Grassani, legale del Napoli, a Radio Anch’Io Sport, dopo che la squadra partenopea non si è recata a Torino per disputare la partita con la Juventus. «Se il giudice sportivo domani dovesse ritenere sussistenti i requisiti per comminare un 3-0 a tavolino, e nella casistica abbastanza consolidata potrebbe anche esserci il punto di penalizzazione, quindi -4, credo che lo sport perderebbe una occasione assolutamente importante per dare un segnale diverso – ha detto Grassani – cioè che non si deve giocare a tutti i costi, ma bisogna anche tenere conto delle situazioni che hanno impedito la disputa della gara. Bisogna fare un passo indietro e tenere conto anche di un bene comune superiore al calcio».

Poi ha aggiunto: «Quello che mi indigna è che si possa pensare che ci siano Asl che possano condizionare il campionato in base ad un interesse, qui l’unico interesse è la salute della gente. Quello della Asl è un ruolo primario che anche il ministero della Salute riconosce. In caso di quarantena e contatti stretti sono le Asl a decidere, questa è la normativa».

Intanto la Procura della Federcalcio ha aperto un’inchiesta sulla corretta applicazione da parte del Napoli dei protocolli sanitari validati dal Cts subito dopo la notizia della prima positività di un calciatore azzurro, e nelle ultime ore il capo dell’ufficio, Giuseppe Chinè, ha chiesto copia della corrispondenza tra la Asl, la Regione ed il club.

5 ottobre 2020 | 10:22

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