juve-napoli,-e-scontro-tra-governo-e-mondo-del-calcio:-oggi-l’incontro.-cambia-il-protocollo?

Juventus-Napoli apre ufficialmente la guerra di posizioni tra governo e mondo del calcio. Uno scontro istituzionale sullo sfondo di una partita mai giocata con la vittoria che sarà decretata dal giudice sportivo a favore della Juve per assenza sul campo dell’avversario, il Napoli appunto, costretto all’isolamento fiduciario dalla Asl territoriale. La disputa attorno a regole e codici scritti sull’emergenza Covid, alle quali la politica da un lato (governo e Cts) e la Lega e la Figc dall’altro danno oggi una interpretazione diversa.

Il caso dei 22 contagiati del Genoa, la positività di due giocatori del Napoli dopo la sfida giocata al San Paolo domenica 27 settembre, ha rimesso in discussione il protocollo condiviso il 18 giugno scorso, proposto dalla Figc e validato dal Cts. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha richiamato tutti alla prudenza, coinvolgendo i vertici sportivi per una eventuale «modifica del protocollo». Lunedì stesso il responsabile dello Sport incontrerà Lega e Figc. «La situazione generale — ha spiegato il ministro — è diventata più complessa, tanto da non lasciare immune il mondo del calcio, nonostante le regole adottate. Ed è per questo che come è stato più volte chiarito sia nei verbali del Cts che nei Dpcm, alle Autorità sanitarie locali è demandata una chiara responsabilità e una precisa azione di vigilanza».

Spadafora così attribuisce alle Regioni il potere di intervenire andando oltre le norme già previste. Anche il Cts richiama gli obblighi di legge «per il contenimento del contagio dal virus e ribadisce la responsabilità della autorità sanitaria competente». Ha fatto così l’Asl campana che ha obbligato il Napoli a non partire per Torino per rischio epidemiologico. Molto chiaro il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato a «Mezz’ora in più» di Rai 3: «Si parla troppo di calcio e poco di scuola, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese. Le cose importanti però sono altre: sono contrario ad aprire gli stadi, sarebbe un rischio ed un errore grave».

Eccolo il casus belli che ha scosso il mondo del calcio e aperto lo scontro, soprattutto con la Lega che invoca il rispetto del protocollo già esistente. Il Napoli ha inviato al presidente Dal Pino una pec per raccontare la cronologia degli interventi delle autorità sanitarie rispetto alla gestione delle due positività di Zielinski e Elmas, allegando i documenti. Poi De Laurentiis ha scritto una lettera alla Lega e al giudice sportivo con un invito netto: la gara va rinviata. Così non è stato, si va verso il 3-0 a tavolino. Il Napoli è pronto a ricorrere anche alla magistratura ordinaria. Non cambia la posizione in via Rosellini. «La situazione del Napoli non è diversa dalle positività che si sono riscontrate in altre squadre».

Il presidente della Juventus Andrea Agnelli domenica era allo Stadium e a Sky sport ha rivelato lo scambio di messaggi avuto nei giorni scorsi con De Laurentiis. «Voleva rinviare la gara, gli ho risposto che come sempre ci saremmo attenuti al regolamento. E siamo qui». Il numero uno della Juve ha aggiunto: «Non spetta a me dire se il protocollo debba essere perfezionato, ritengo però che quello esistente dia regole certe. La Asl di Napoli non sarebbe dovuta intervenire, non so se lo ha fatto a seguito di imperfezioni nel rispetto del protocollo. L’autorità sanitaria dipende dal ministero della Salute, c’è un corto circuito interno». I calciatori del Napoli domenica sono rimasti ciascuno a casa propria, nell’attesa che il club comunichi come domicilio il centro sportivo di Castel Volturno.

4 ottobre 2020 (modifica il 4 ottobre 2020 | 23:54)

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