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Italia (4-3-3): Sirigu; Lazzari, G. Mancini, Acerbi, Biraghi; Locatelli, Cristante, Bonaventura; Berardi, Caputo, El Shaarawy. All. Mancini.

Moldova (5-4-1): Koselev; Platica, Mudrac, Posmac, Armas, Reabciuk; Rata, Carp, Ginsari, Ionita; Damascan. All. Firat.

Arbitro: Siebert (Germania)

Tv: ore 20.45, Raiuno.

Sarà un’Italia sperimentale, con l’anima provinciale e la fame di chi un posto al sole, cioè all’Europeo della prossima estate, se lo deve ancora guadagnare. Roberto Mancini ha scelto la Nazionale dei riservisti per l’amichevole con la Moldova, al numero 175 del ranking Fifa e sempre battuta dagli azzurri (4 volte su 4). Stasera dentro il Franchi, che sta diventando lo stadio azzurro dopo la sfida alla Bosnia dello scorso settembre e in attesa di quella con l’Estonia dell’11 novembre, giocherà una squadra lontana parente di quella dei titolari a cui spetterà l’onere di misurarsi con Polonia e Olanda nelle sfide della Nations League.

Nell’undici provato nei primi due giorni di lavoro a Coverciano soltanto il portiere Sirigu e Acerbi sono sicuri di entrare nell’elenco dei 23 eletti che andranno a Euro 2021. Ma l’allenatore azzurro si aspetta passi indietro. «Dobbiamo vincere per il ranking», il tarlo di questo autunno uggioso e piovoso. Perché al sorteggio Mondiale, previsto il 3 dicembre, solo le prime dieci europee saranno tra le teste di serie che garantiscono un girone più abbordabile verso il Qatar. Gli azzurri sono al dodicesimo posto nella classifica Fifa, settimi in Europa e in decisa crescita grazie ai numeri da Grande Italia. Nel dopoguerra Mancini ha il record di punti nelle prime 21 partite disputate (47), la miglior media gol (2,23) e una striscia utile di 16 risultati consecutivi con 13 vittorie. «Abbiamo fatto tanta fatica per risalire che non vorrei sciupare tutto proprio adesso».

Con i riservisti è stato chiaro: mi aspetto molto da voi. Oltre alla vittoria, pretende il solito gioco fluido, anche se la Moldova penserà molto a difendersi e chiuderà qualsiasi spazio e «voglio vedere la solita mentalità». È un esame per molti. Soprattutto per i tre gioielli del Sassuolo, la squadra rivelazione del campionato: Locatelli in mezzo al campo giocherà la seconda partita consecutiva dopo l’esplosivo debutto in Olanda, Berardi torna dopo due anni e Ciccio Caputo sarà l’attaccante più vecchio della storia a indossare per la prima volta la maglia azzurra da titolare. «Per me è già importante essere qui, penso solo a godermi il momento. So che davanti ci sono Belotti e Immobile però voglio giocarmi le mie chances».

Mercoledì sera ha l’occasione di scalare le gerarchie in una Nazionale che ormai ha abbandonato definitivamente Balotelli. L’inverno di Mario, ancora senza una squadra, sembra rigido. «Ma lui ce la mette tutta per rimanere nel suo stato», il graffio del Mancio deluso e alle prese con i disagi del virus. Allenamenti blindati, solo mille spettatori allo stadio (tutti a invito), tamponi a ripetizione (due già fatti e altrettanti da fare) e l’attesa per Chiellini e Bonucci, capitano e vice, che dovrebbero mercoledì uscire dalla bolla juventina e presentarsi in quella azzurra.

7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 00:55)

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