inter-fiorentina,-formazioni-e-dove-vederla-kolarov-e-hakimi-subito-dentro.-caccia-aperta-alla-juventus

Inter-Fiorentina, formazioni e dove vederla. Kolarov e Hakimi subito dentro. Caccia aperta alla Juventus

Romelu Lukaku, il totem nerazzurro, i nuovi arrivati Arturo Vidal e Achraf Hakimi (Getty Images)

Inter (3-4-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Bastoni, Kolarov; Hakimi, Barella, Gagliardini, Perisic; Eriksen, Lukaku, Lautaro. All. Conte

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Ceccherini, Caceres; Chiesa, Duncan, Amrabat, Castrovilli, Biraghi; Ribéry, Kouamé. All. Iachini.

Arbitro: Calvarese

Tv: ore 20.45, Dazn e Dazn 201 (canale 209 di Sky).

La nuova Inter non è troppo diversa dalla vecchia, finita seconda in campionato e in Europa League. Chiuso un agosto di polemiche, l’ambiente nerazzurro pare purificato, più sostenibile e meno avvelenato. L’esordio in serie A con la Fiorentina scatta sotto il segno dell’unità, dei buoni propositi, di una comunione d’intenti sottolineata da Antonio Conte e Beppe Marotta e benedetta dalla presenza ad Appiano Gentile del presidente Steven Zhang, riuniti come un tempo. Una seconda luna di miele, in un matrimonio arrivato a un passo dal divorzio e ricomposto a un istante dal naufragio.

L’Inter riparte alla caccia della Juventus e di uno scudetto assente ormai dal 2010. A parole non c’è obbligo di vittoria, «anche perché nessun allenatore può garantire il successo, certo vogliamo essere protagonisti fino alla fine, come nella passata stagione, dove è mancato un pizzico di fortuna. L’ambizione è confermare la riconquistata credibilità nazionale e internazionale», sottolinea Conte.

Il passato e le strigliate non si cancellano, si possono però archiviare. L’allenatore ha una sola faccia, non è tipo da rimangiarsi le parole. «Quando le strategie sono chiare e si dice la verità, si è ancora più coesi. Ci sono stati dei confronti, è giusto esporre le proprie ragioni e farlo in modo onesto e leale. Ora mi sento sereno. Tutto è stato fatto per migliorare, io devo imparare a godermi il percorso».

L’a.d. Marotta non si discosta mai dalla linea del tecnico, la sottoscrive con un attestato di fiducia. «Non c’è alcun dualismo tra me e lui, ha fatto un lavoro straordinario. Mi meraviglierei di trovare un Conte differente. Confronti più o meno duri ci sono stati, poi si è chiarito tutto. Nell’arco della stagione ci saranno altri momenti di tensione. Siamo uomini di sport, aumentano l’adrenalina: li gestiremo», sottolinea Marotta. Avanti insieme, oltre le divergenze, con più di un nodo da sciogliere sul mercato.

L’ultima stagione ha certificato una crescita sportiva indiscutibile. Si riparte per migliorare il secondo posto, riuscire a spodestare la Juventus di Pirlo sarà un’impresa. Il mercato dell’Inter ha portato tanti parametri zero o quasi (Sanchez, Kolarov, Vidal) e Hakimi, oggi atteso all’esordio. Lì in mezzo manca un giocatore come Kanté per poter fare il salto. L’imminente cessione di Skriniar al Tottenham per 45 milioni potrebbe aprire la strada per il centrocampista francese del Chelsea, anche se servono ulteriori cessioni, e pure per Smalling come elemento nuovo per la difesa.

Finora la dirigenza ha lavorato a saldo quasi zero tra entrate e uscite. Marotta però sottolinea: «Suning ha fatto tanti investimenti, non è corretto parlare di rallentamento, non si può però apportare quella politica di rafforzamento tipica dei grandi club. Cercheremo di cogliere opportunità, non ci saranno grandi investimenti e operazioni. Il quadro economico generale ha messo in difficoltà i bilanci delle società». La disputa sui diritti tv con i broadcaster e gli stadi chiusi sono una zavorra sul mercato. Oggi a San Siro ci saranno appena mille persone, soprattutto ospiti degli sponsor, ma anche le rappresentanze degli ospedali Humanitas e Sacco, con i professori Alberto Mantovani e Massimo Galli.

Il debutto contro la Fiorentina, vittoriosa all’esordio ma con Chiesa forse arrivato alla sua ultima apparizione in viola, potrebbe essere anche la prima volta di Vidal in nerazzurro. Il cileno però dovrebbe lasciar posto all’inizio a Eriksen: al danese se non andrà via un ruolo bisognerà ritagliarlo. Ci penserà Conte a plasmare la nuova Inter, sperando che la luna di miele possa continuare il più a lungo possibile.

25 settembre 2020 (modifica il 25 settembre 2020 | 22:46)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *