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In manette sindaco e presidente di Federalberghi di Lecce per presunta truffa

Tutto è partito da un’inchiesta avviata nel 2017, che si è allargata per fare luce sui meccanismi che venivano utilizzati per gonfiare e modificare le concessioni o ottenere finanziamenti pubblici nel settore turistico-alberghiero

12 settembre 2022 | 18:57

Tutto è partito da un’inchiesta avviata nel 2017, che si è allargata per fare luce sui meccanismi che venivano utilizzati per gonfiare e modificare le concessioni o ottenere finanziamenti pubblici nel settore turistico-alberghiero

12 settembre 2022 | 18:57

A Otranto (Le) sono stati effettuati dieci arresti da Carabinieri e Guardia di Finanza secondo quanto riportato da Ansa, “tra cui il il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi e il presidente di Federalberghi di Lecce, Raffaele De Santis” per una presunta truffa nel settore turistico-alberghiero. Complessivamente gli indagati sono 60. Secondo quanto aggiunto da Repubblica Bari “Pierpaolo Cariddi, 56 anni, è stato eletto a giugno per la seconda volta di seguito, sospeso dalla carica dopo il provvedimento di divieto di dimora nel Comune di Otranto emesso nel corso dell’inchiesta in cui è coinvolto anche l’ex assessore regionale Totò Ruggeri. Solo pochi giorni fa è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione nel processo di primo grado relativo allo stabilimento balneare Twiga con le accuse di abuso di ufficio e falso. In carcere anche il fratello Luciano Cardiddi, 54 anni, sindaco ad Otranto fino al 2017, prima di lasciare il testimone al fratello Pierpaolo”.

A Otranto dieci arresti, tra cui il sindaco e il presidente di Federalberghi di Lecce per una presunta truffa

Un’ indagine partita nel 2017

Secondo quanto riportato da Repubblica, “l’inchiesta e’ stata avviata nel 2017, con il sequestro della struttura su cui sarebbe dovuto sorgere il “Twiga” di Flavio Briatore, che poi si sfilò dall’affare. Per quella vicenda sono stati condannati, pochi giorni fa, in primo grado, il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi, il presidente di Federalberghi Lecce, Raffaele de Santis, e l’ex capo dell’ufficio tecnico del comune di Otranto, Emanuele Maggiulli. L’inchiesta avviata all’epoca dalla procura si è allargata per fare luce sui meccanismi che venivano utilizzati per gonfiare e modificare le concessioni o ottenere finanziamenti pubblici nel settore della ricettività turistica in espansione nel territorio di Otranto”.

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L’inchiesta avviata nel 2017 dalla procura si è poi allargata

Sempre secondo quanto riportato da La Repubblica, “I reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e l’amministrazione della giustizia, oltre che in materia di corruzione elettorale;  atti contrari ai doveri d’ufficio, frode in processo penale e depistaggio, turbata libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato e della Comunità Europea ed altro”. E prosegue La Repubblica “Dalle indagini emerge – secondo l’accusa –  un modus operandi dell’apparato pubblico ispirato, oltre che all’arricchimento personale, ad assicurarsi bacini di consenso elettorale attraverso una gestione personalistica di presìdi di potere a livello sia locale sia a regionale. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di strutture turistico – ricettive, riguarda stabilimenti balneari, aziende agrituristiche, diverse unità immobiliari e numerose somme di denaro per un valore stimato di diversi milioni di euro, illecitamente autorizzati o realizzati in violazione delle norme in materia edilizia e paesaggistica”.

Un consolidato sistema associativo di natura corruttiva politico-imprenditoriale

Secondo l’articolo de La Repubblica “Come ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo e dai militari del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, nell’attività degli indagati emergerebbe un consolidato sistema associativo di natura corruttiva politico-imprenditoriale che coinvolgerebbe amministratori e funzionari troppo vicini ad alcuni imprenditori con interessi economici in quel centro, coltivati attraverso artefatte aggiudicazioni di appalti e rilasci di concessioni comunali offrendo utilità di diversa natura, finanche ad assicurare un “bacino di voti” per il sostegno elettorale ricevuto da alcuni degli indagati, nonchè vantaggi economico – patrimoniali per i restanti. A irrobustire il quadro accusatorio anche gli accertamenti, in particolare quelli in materia edilizia e paesaggistico-ambientale, condotti dalla Polizia provinciale, connotati da acquisizioni documentali e rilievi tecnici”.

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