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Il virus fa il tifo per la sinistra

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Il balletto del medico candidato

Mezzogiorno, 28 agosto 2020 – 09:54

di Sergio Talamo

«È arrivato settembre, come avevano previsto Ronchey e il prestigioso Le Monde». Famosa vignetta di Marco Tullio Altan. Ma evidentemente Michele Emiliano & Luigi Lopalco non l’avevano letta. Così, si sono fatti sorprendere dal banale dato che se a luglio sei capo della task force anti-Covid e ti candidi alle elezioni regionali, a settembre qualcuno te lo farà notare. Più che conflitto di interesse, è conflitto di buonsenso. All’epidemiologo è toccato annunciare in tutta fretta che rinuncia al contratto da consulente firmato il 9 marzo scorso. Tutto risolto, dunque? Mica tanto. Il professore resta infatti «consigliere scientifico a titolo gratuito» della task force, nominato dallo stesso presidente Emiliano. Il cambio d’abito non può cambiare la sostanza. Solo due settimane fa, Lopalco annunciava: «I casi registrati fra luglio e agosto in Puglia rappresentano l’innesco di una seconda ondata. Non penso che il virus sia cambiato, né che l’estate possa aiutarci. Le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami». Tradotto: non vi mettete in mente di rimandarmi all’Università di Pisa. Detto, fatto: il consulente diventa consigliere scientifico, nell’attesa di fare l’assessore alla sanità. Le campagne elettorali, in Puglia, hanno sempre avuto un tocco di genio, fra letteratura e avanspettacolo. Nel 2005, l’outsider Vendola e un Fitto in versione giovane tecnocrate, duellavano senza risparmio di fantasia. «Vieni, ti porto in giro con me, ti faccio vedere come hai ridotto gli ospedali», gli diceva Nichi. E Fitto: «Io con te non vado in nessun posto, piuttosto dimmi: cosa significa che farai il piano sanitario con la gente? Che metti su una bella assemblea di popolo?». E l’Emiliano del 2015, dove lo mettiamo? Quello delle “sagre del programma”, il vate che prometteva di «liberare la Puglia da ogni genere di discriminazione, a partire da quella della relazione personale con i politici».

Bei tempi. Oggi assistiamo ad una campagna elettorale di tale grigiore che Emiliano, giusto per dar ragione a chi lo accusa di pescare a destra e a manca, l’ha riempita con 15 liste, e il suo rivale di gigantografie con foto tipo liceo in cui la memorabile trovata è che «Raffaele dialoga con Fitto». Ma nel piatto insipido della politica di oggi, resta un sapore che proprio non ti aspetti: un signore in camice che trasforma un neutrale virus in un fan del centrosinistra.

28 agosto 2020 | 09:54

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