Salute

Il terzo paziente «guarito» dall’Hiv, con i farmaci (e qualche dubbio)

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Sarebbe il terzo paziente al mondo guarito dall’Aids, dopo quello di Berlino e di Londra. Ma la sua storia è diversa da quella degli altri due. Lui, soprannominato «il paziente di San Paolo», sarebbe libero dal virus Hiv (quello che, appunto, provoca l’Aids) grazie a un cocktail di farmaci e non grazie a trapianti di midollo, come negli altri due casi. Il condizionale è d’obbligo, ma vediamo come sono andate le cose. Intanto la notizia viene dalla Conferenza sull’Aids 2020 (dell’International Society of Aids, la Ias: era prevista a San Francisco e Oakland dal 6 al 10 luglio 2020, ma è diventata virtuale) ed è stata oggetto di un articolo comparso sulla rivista Science.

Mix di antiretrovirali

Il paziente di San Paolo, 36 anni, sieropositivo dal 2012, partecipava alla sperimentazione di una terapia mirata a “stanare” il virus dai suoi nascondigli cellulari da dove può riemergere se si interrompono le terapie. E il problema, finora irrisolto, nella battaglia finale contro l’Aids è proprio questo: il virus riesce a nascondersi nell’organismo sfuggendo alle terapie. Ma grazie a questo nuovo mix di farmaci, il paziente sembrerebbe libero dal virus da quando ha smesso i trattamenti, nel 2019, e cioè da 66 settimane. Ma cerchiamo qualche dettaglio in più, leggendo l’articolo di Science.

Vitamina B3

Intanto il trattamento comprendeva una combinazione di farmaci antiretrovirali particolarmente aggressiva (in totale cinque farmaci, due in più rispetto ai normali trattamenti), associata a nicotinammide (vitamina B3). Lo studio è stato coordinato da Ricardo Diaz della Università Federale di San Paolo (Brasile) che ha commentato su Science: «Non so se il paziente sia davvero guarito, ma nel suo circolo sanguigno, dopo la sospensione della terapia, abbiamo trovato pochissime proteine virali, quelle che stimolano la difesa immunitaria dell’organismo». Ha ammesso anche che non sono state ancora fatte biopsie sui linfonodi del paziente per verificare l’eventuale presenza del virus. Comunque il risultato «è intrigante», come titola l’articolo di Science, anche se lontano dall’essere provato.

Pazienti di Berlino e Londra

Le altre due persone che sono considerate guarite dall’Hiv sono Timothy Ray Brown, il «paziente di Berlino» (nato nel 1966, nazionalità americana, ma studiava a Berlino) e il «paziente di Londra» (soltanto nel marzo scorso ha svelato la sua identità al New York Times: si chiama Adam Castillejo e ha 40 anni) : entrambi avevano ricevuto, per una cura contro il cancro, un trapianto di cellule staminali del midollo resistenti all’infezione da parte dell’Hiv. I trapianti midollari però sono costosi e possono comportare effetti collaterali importanti: non possono rappresentare una cura per i 38 milioni di persone che nel mondo convivono con il virus dell’Aids. E, del resto, altre persone che hanno ricevuto un trapianto di midollo non si sono liberati dall’infezione.

La bambina del Mississippi

E c’è un altro caso che rende cauti rispetto alla notizia del paziente di San Paolo. Riguarda una bambina del Mississippi, nata con l’infezione, che aveva iniziato il trattamento con antivirali subito dopo la nascita e lo aveva interrotto a 18 mesi, dal momento che sembrava guarita. Ma poi, due anni dopo, l’infezione era riapparsa. Altre limitazioni dello studio che ha coinvolto il paziente di San Paolo. Gli altri quattro pazienti sottoposti a trattamento aggressivo, insieme al Paziente di San Paolo, sono poi ritornate al regime di tre farmaci, poi lo hanno sospeso e il virus è ritornato. «È probabile, dunque, che questa terapia non funzioni per tutti — ha sottolineato Diaz —, ma sono ottimista sulle possibilità per i pazienti di sopravvivere a lungo senza terapie».

Nicotinammide

Ultime due questioni. Una riguarda i tempi. Il paziente di San Paolo è stato trattato subito, due mesi dopo la diagnosi di Hiv. E si sa che quanto più precoci sono le cure, tanto più funzionano. La seconda riguarda la nicotinammide: rimane da capire il suo ruolo nel “risvegliare” il virus silente.

8 luglio 2020 (modifica il 8 luglio 2020 | 18:34)

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