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Il supercalcolatore Leonardo e le sfide geopolitiche viste da Bernini – Formiche.net

L’inaugurazione del cervellone al tecnopolo bolgnese. Si tratta di un supercalcolatore tra i più avanzati al mondo. In un attimo è capace di compiere le operazioni che tutti gli abitanti della terra farebbero in un anno. Garantirà l’80% della potenza di calcolo italiana e il 20% di quella europea

Già il nome contiene un omaggio a un grande italiano. Leonardo è il super computer che ieri è stato inaugurato alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il “cervellone”, gestito dal consorzio Cineca, è il quarto supercalcolatore al mondo. Raggiunge capacità straordinarie: 240 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Il nuovo “inquilino” del tecnopolo bolognese non ha soltanto doti poderose dal punto di vista del calcolo, ma anche a livello di struttura è una macchina che si aggira attorno alle 340 tonnellate. Il raffreddamento è garantito da acqua a una temperatura compresa tra i 36 e i 46 gradi centigradi.

Capacità

“Orgoglioso di aver contribuito ad una scelta che permetterà all’Italia e all’Europa di poter contare su una straordinaria opportunità di investimento su nuove tecnologie digitali e intelligenza artificiale”, ha scritto ieri il governatore della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Una giornata definita “storica”. Non c’è dubbio che il supercomputer sia una spinta propulsiva e di competitività importante per il territorio. Tanto più che il nuovo strumento garantirà l’80% della potenza di calcolo italiana e oltre il 20% di quella europea. Un primato per il nostro e un bacino fondamentale da cui attingere anche per l’Unione europea, oltre che internamente.

Il sogno

A tenere a battesimo il supercalcolatore anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Qui, vediamo la realizzazione di due sogni, ha spiegato Bernini. “Il sogno tecnologico. L’Italia non è solo un meraviglioso museo orgoglioso della celebrazione della sua storia. La nostra storia è adesso”. L’Unione europea, ricorda Bernini, ha partecipato attraverso l’iniziativa EuroHPC e i fondi della Commissione, ma è la stessa “Emilia-Romagna a essere funzionale allo sforzo competitivo sul piano internazionale per la sovranità tecnologica europea – prosegue il ministro – . Una partita che non deve apparire come un distante e velleitario utilizzo di budget, centri di ricerca e conferenze, ma che è alla base della tutela del benessere delle nostre società”.

Geopolitica

In questa partita “il supercalcolo è sempre più presente, grazie ai vantaggi competitivi che conferisce a livello geopolitico, nel quadro del progetto europeo di affiancarsi a Stati Uniti e Cina sul piano tecnologico”. Nel 2018, ricorda Bernini, “viene costituita EuroHPC Joint Undertaking, congiuntamente da Unione Europea, Paesi firmatari e partner privati e sempre nel 2018 il Consorzio interuniversitario Cineca – che opera da più di 50 anni – vince la competizione per ospitare uno dei tre supercalcolatori di classe pre-Exascale d’Europa: nasceva così il progetto Leonardo, cofinanziato da Mur e Commissione europea”.

Competitività

L’avvio di Leonardo, dal punto di vista di Bernini non è un primato isolato. La posizione avanzata dell’Emilia-Romagna può avere un effetto propulsivo per tutto il Paese e per le sue prospettive nei settori più avanzati. Dobbiamo essere sfidanti e lungimiranti, in particolare attraverso il coinvolgimento delle realtà industriali”. In chiave di attrattività l’Italia può diventare una piazza appetibile “per le imprese che operano in questo settore e dotarsi dei più moderni fattori abilitanti, dai chip per l’intelligenza artificiale ad altri ambiti”. Anche perché “le potenze globali si scontrano sulla frontiera tecnologica ed è qui che dobbiamo essere e competere. Siamo parte della storia, non osservatori non partecipanti”. In definitiva “il supercalcolo – conclude Bernini –  ha cambiato il modo di fare scienza e innovazione tecnologica a livello industriale, ci permette di leggere meglio e mettere a sistema i segnali. Ma rimane uno strumento, che per dare i suoi frutti migliori deve essere guidato da una visione consapevole. A fare la differenza, come sempre, sono ancora una volta le persone”.

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