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Una piazza di paese, mezzogiorno in punto. Il silenzio è anticipato dai rintocchi delle campane. C’è un minuto di muta preghiera nel deserto lasciato dal coronavirus. Poi il sindaco sistema la fascia tricolore e imbraccia il sax. Nel video improvvisato di un passante si vedono accanto a lui un vigile, un assessore, un consigliere comunale e il maresciallo dei carabinieri: la piccola grande Italia che non si arrende. La musica mette i brividi, è il silenzio fuori ordinanza. Addio a un mondo di ricordi, affetti, emozioni.

Musicista

Mattia Cigalini ha trent’anni, è sindaco di Agazzano (Pc) dal 2016 e suona con l’anima. Lo fa per mestiere, è un musicista, insegna al Conservatorio, il suo sax ha girato il mondo, ma qui è diverso: è a casa sua, non ci sono spettatori, non c’è nessuno che applaude. Pensa alle sue figlie, ai malati, a come finirà. Ricorda la sua storia di bambino: «Soffrivo di asma dopo uno choc anafilattico, avevo tre anni e il pediatra consigliò ai miei genitori uno strumento a fiato. Lo aiuterà a respirare meglio, disse. Così sono diventato un sassofonista».

Le tournée nel mondo

Ha suonato con Enrico Rava e Stefano Bollani, tournee in America, Brasile e Giappone, un enfant prodige. Poi la nomina a sindaco senza aver fatto carte false per diventarlo. «Un comitato cittadino mi ha proposto». L’altro giorno ha suonato per il suo paese e l’ha fatto diventare il paese di tutti.

3 aprile 2020 (modifica il 6 aprile 2020 | 11:45)

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