Cronaca

Il Coronavirus a Madrid come la peste di Venezia. Quel quadro di Tintoretto…

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«Io e Sofia vogliamo guardare l’ultimo film su RaiPlay di Montalbano». «Certo! Mi porto il notebook in camera e così posso continuare a guardare la serie di Peaky Blinders». Mi porto anche una coperta, è arrivata la primavera, ma è tornato anche il vento e sono scese le temperature.

In questi giorni, si sta assieme volentieri, ma si cercano anche i propri spazi. Siamo più irritabili e difficilmente nel piccolo appartamento riusciamo a rimanere da soli. Sofia ora è nella sua camera, forse sta studiando o chattando o in videochiamata con una sua amica. Mia moglie in cucina guarda la televisione, sua grande compagna, ma la alterna con la lettura. Sta leggendo il libro di Melania Mazzucco che le ho consigliato, «La lunga attesa dell’angelo», dove si rivive la vita del Tintoretto e l’epidemia alla fine del Cinquecento a Venezia.

E mi ritrovo con un notebook in camera, a causa di un’epidemia… una pandemia… ma siamo nel 2020, non siamo nel 1575. Rivedo il dipinto del Tintoretto, «San Rocco risana gli appestati», e penso a un video di oggi, girato in un ospedale di Madrid. La scena non cambia, la gente sofferente è stesa a terra, in attesa di un letto, non ce ne sono. Sono trascorsi quasi cinquecento anni da quella epidemia, il mondo sembra completamente cambiato, ma la storia si ripete e il passato ritorna.

4 aprile 2020 (modifica il 4 aprile 2020 | 13:26)

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