Hong Kong, ora la stretta liberticida della Cina imbarazza la Ue

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L’Unione europea considera un attacco al pluralismo politico e alla libertà l’arresto di 53 attivisti pro-democrazia a Hong Kong. Dalla Commissione un duro monito a Pechino

Una dura critica arriva oggi dall’Unione europea contro Pechino. Peter Stano, portavoce della Commissione europea, ha chiesto la liberazione dei 53 attivisti a favore della democrazia a Hong Kong, arrestati con l’accusa di avere violato la nuova legge di sicurezza nazionale imposta da Pechino.

“L’arresto di più di 50 attivisti pro-democrazia con l’accusa di sovversione in base alla legge sulla sicurezza nazionale invia un segnale che il pluralismo politico non è più tollerato ad Hong Kong”, ha dichiarato Stano.

Per Bruxelles resta evidente che la “legge sulla sicurezza nazionale è usata per schiacciare la dissidenza, l’esercizio dei diritti dell’Uomo e la libertà politica che sono protetti sia dalla legge fondamentale di Hong Kong che dal diritto internazionale e dagli obblighi internazionali della Cina. Come Ue chiediamo la liberazione immediata degli arrestati”.

Secondo le informazioni diffuse dal sito Hong Kong Free Press, riprese dall’agenzia Nova, tra gli arrestati ci sono attivisti di primo piano ed ex deputati dell’opposizione. L’accusa contro di loro è di avere organizzato e partecipato a luglio alle primarie per la scelta dei candidati pro democrazia per le elezioni del Consiglio legislativo (Legco), previste inizialmente il 6 settembre e rimandate a causa della pandemia.

Tra i detenuti c’è anche l’avvocato americano, John Clancey. La polizia ha arrestato il legale facendo irruzioni nello studio Ho Tse Wai & Partners, di cui è socio. Clancey è stato tesoriere del gruppo pro-democrazia Power for Democracy.

Sugli arresti di massa a Hong Kong si è fatto sentire anche il governo tedesco. Per Berlino, questa misure fa parte di “una serie di sviluppi molto preoccupanti”, avvenuti negli ultimi mesi.

Il ministero degli Esteri tedesco sostiene che la normativa sulla sicurezza nazionale possa erodere le libertà, i diritti e lo Stato di diritto garantiti ai cittadini di Hong Kong, e questi arresti lo confermano. L’invito per il governo cinese è di rispettare i suoi impegni internazionali nei confronti di Hong Kong.

Per il Regno Unito queste detenzioni rappresentano un “grave attacco ai diritti e alle libertà di Hong Kong tutelati dalla Dichiarazione congiunta.

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, sostiene che “questi arresti dimostrano che le autorità di Hong Kong e cinesi hanno deliberatamente ingannato il mondo sul vero scopo della legge sulla sicurezza nazionale, che viene utilizzata per reprimere il dissenso e le opinioni politiche opposte”.