Cronaca

Graziella Noventa, da 70 anni stessa spiaggia e stesso mare a Misano Adriatico. E il sindaco la premia

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Sempre qui a Misano, Bagno 42, da quando aveva tre anni e il sole — lei reduce da una bruttissima malattia — era l’unica terapia per farla guarire. Oggi che di anni ne ha 73, assai giovanilmente portati, Graziella Noventa, bresciana di Botticino Mattina, nemmeno si è accorta di essere diventata estate dopo estate un’inconsapevole «supertestimonial» della cittadina adriatica in provincia di Rimini. L’altra sera il sindaco Fabrizio Piccioni le ha fatto una sorpresa (coinvolgendo il presidente della cooperatica bagnini Daniele Muccioli, caro amico di entrambi) usando come scusa quella di dare una mano ad un evento turistico organizzato nella piazza centrale del Lido. Invece l’ospita da celebrare era proprio lei, Graziella (mamma di due figlie, Elena e Liliana, altrettanti nipoti).

Emozionata sul palco

Figurarsi l’emozione sul palco quando il primo cittadino l’ha salutata con queste parole: «Un ospite che sceglie per anni, per decenni la nostra stupenda spiaggia è un tesoro prezioso — ha detto Piccioni visibilmente commosso —. È un testimonial d’eccellenza della bellezza dei nostri luoghi e dell’accoglienza che i nostri operatori sanno riservargli ogni volta che ritorna. Un ospite fedele appena arriva va a salutare i suoi amici del posto.Uno spite fedele non deve mai passare inosservato. Non è un turista ma molto di più: è un amico».

«Grazie a mia zia suora delle Operaie»

A Corriere.it Graziella racconta di avere cominciato a frequentare Misano «da quando avevo tre anni, a causa di una brutta malattia avevo bisogno di sole per guarire». Il punto è che «ero figlia di contadini, soldi in casa non ce n’erano». Venne in aiuto allora la zia, suora della Congregazione delle Operaie della Santa Casa di Nazareth, a Botticino. «Avevano una colonia a Misano, a Villa Tadina. Feci lì un mese. Guarii. Da allora a Misano ci son tornata tutte le estati, almeno un mese». Il tempo è volato in fretta. A Wilda Nervi, cronista del Giornale di Brescia che venerdì ha raccontato la storia, Graziella ha detto che nella sua vita ha lavorato sino al matrimonio quando era giovanissima, «poi mi sono dedicata alla mia famiglia, alle mie figlie Elena e Liliana che mi seguono tuttora anche in vacanza. Tanti misanesi mi dicono che faccio parte ormai dell’arredamento della città… I miei nipoti? Si certo, ci vengono anche loro, qui si divertono tanto. Questa volta però — ed è l’unica volta che nel racconto le si incrina la voce — non c’è mio marito Luciano che si è spento lo scorso anno». Ma com’è una vacanza al mare al tempo del Covid? Graziella ha le idee chiare: «Vengo da una provincia, quella bresciana, ferita pesantemente dal contagio. Uso sempre la mascherina, sto attenta al distanziamento sociale. Anche qui, nella mia seconda casa di Misano».

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 18:27)

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