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Granato, il candidato con la pagaia che sfida establishment e populisti

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regionali

Mezzogiorno, 10 luglio 2020 – 09:33

«Potere al Popolo sarà la vera casa di chi non ne può più di De Luca e Caldoro. Con noi in lista tanti delusi dai pentastellati»

di Fabrizio Geremicca

Sette giorni fa ha inaugurato la sua campagna elettorale pagaiando in canoa sul Sarno, per denunciare che continuano gli sversamenti inquinanti nel fiume e dare il segno di un impegno sul fronte ambientale. Ieri ha partecipato ad un’assemblea all’ex Opg occupato con un centinaio di persone. Nel frattempo si prepara ad un altro round della vertenza lavorativa — in calendario il 20 ottobre al tribuna le di Aversa — che lo contrappone alla Klevers, dove lavorava come impiegato e dalla quale è stato licenziato 14 mesi fa. Sostiene «per motivi di rappresaglia politica e per l’attività svolta come esponente dell’Unione sindacale di base». Sono giorni intensi quelli che sta vivendo Giuliano Granato, il candidato di Potere al Popolo alla presidenza della giunta regionale campana. Trentaquattro anni, napoletano del centro storico, laurea in relazioni internazionali all’Orientale, dopo l’università ha vissuto per un periodo a Londra. Attualmente disoccupato, percepisce la Naspi, l’indennità mensile per chi è rimasto senza lavoro.

Potere al Popolo ha ottenuto importanti successi negli ultimi anni, a cominciare dalle sentenze nella vicenda di Napoli Sotterranea. Non ha mai sfondato, però, nelle urne. Perché si è candidato?

«Perché sono stanco degli eterni ritorni di De Luca e Caldoro e della inconsistenza dei Cinque Stelle. L’obiettivo di Potere al Popolo è di dare un riferimento a chi non si riconosce in una tale stucchevole farsa».

Avete già scelto i candidati?

«Abbiamo già alcuni nomi e non sono tutti dell’ex Opg Occupato. Per esempio Clementina Sasso, candidata con i Pentastellati nel 2015 e delusa dai grillini, che è andata via dal Movimento 5 Stelle. È una ricercatrice all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Marco Manna, fondatore dei primi Meet Up della Campania, pure lui in rotta con il Movimento. Ancora: Mariema Faye, padre senegalese e madre italiana, attivista della rete dei migranti e dei rifugiati a Napoli. Ci sarà anche un ragazzo napoletano che si è trasferito a Barcellona dove lavora come barman».

Perché un italiano all’estero?

«Per dire che le condizioni di sfruttamento e lavoro nero che subiamo costringono tante ragazze e tanti ragazzi ad andare via dalla Campania — ma si potrebbe aggiungere dall’Italia — per sopravvivere. Un mio amico sta per trasferirsi in Svizzera come pizzaiolo. Ne avrebbe fatto a meno, ma Napoli ha lavorato per due mesi come cuoco a nero e non è stato neppure ancora pagato».

Come definirebbe Potere al Popolo?

«Una organizzazione che cerca di promuovere il protagonismo e la partecipazione del popolo e, per questo, è in antitesi ai populisti che si servono del popolo».

Dopo la pagaiata sul Sarno ha in programma altri colpi di scena durante la campagna elettorale?

«Tornerò lì, ma alla sorgente, perché dobbiamo far vedere quanto bello possa essere il fiume, affinché nasca la voglia di difenderlo. Stiano preparando anche una giornata per rivendicare l’accesso libero alle spiagge ed al mare e per denunciare che i prezzi folli dei lidi, i regolamenti bizzarri adottati da molti Comuni e la politica regionale e nazionale di favore per i concessionari stanno privando tante persone del mare in Campania».

10 luglio 2020 | 09:33

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