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Ancora Mercedes. Bottas conquista la pole nel Gp dell’Eifel al Nurburgring, battendo Lewis Hamilton. Ma per il campione inglese è apertissima la caccia alle 91 vittorie di Schumacher su una pista dove il tedesco (il figlio Mick ha dovuto rinviare il debutto con l’Alfa per maltempo) ha trionfato cinque volte. Max Verstappen sembrava il grande favorito, sempre in testa fino all’ultimo tentativo: La Red Bull, senza motore dal 2021 per l’addio della Honda, è cresciuta molto in questo finale di stagione. Bene la Ferrari, o almeno una sola. Quella del solito Charles Leclerc: quarto, in seconda fila, meglio di così era impossibile.

Ed è un segnale importante perché arriva dopo un lavoro di correzione aerodinamica iniziato a Sochi, dove già si era visto qualche miglioramento. In Germania da Maranello sono arrivati altri pezzi nuovi (fondo e particolari dei diffusori) e il monegasco ha saputo sfruttarli a dovere. Significa che la rotta intrapresa è quella giusta. Ma niente illusioni: il cammino per recuperare è lungo e occorrono conferme già domenica in gara, dove la pioggia – attesa— potrebbe mischiare le carte. Anche al Mugello la qualifica era stata buona, mentre la corsa fu disastrosa. Il meteo è imprevedibile al Nurburgring, venerdì la scarsa visibilità ha cancellato le prove libere. Non succedeva dal 1982 , da quando i piloti in Sud Africa si fermarono per protesta.

Leclerc finalmente torna a sorridere: «Sono contento piccolo upgrade ma vedendo il risultato va nella giusta direzione ed è ciò che dobbiamo fare: piccoli step per arrivare dove vogliamo essere. Ho approfittato della mancanza delle prove, siamo partiti con una base solida con bilancio e poi abbiamo fatto buon lavoro. Con temperature basse di solito facciamo fatica ma sembriamo andare forte. Tutta la griglia parte in incognito, non abbiamo dati sul passo gara». L’obiettivo è restare davanti alle Renault (sesto e settimo Ricciardo e Ocon) e alle McLaren (Norris ottavo e Sainz decimo).

Sebastian Vettel invece sembra guidare un’altra macchina. Ancora una volta è rimasto fuori dai top 10, per pochi millesimi. Ma la differenza con il compagno di squadra è ormai abissale: quasi mezzo secondo. La monoposto infatti è evoluto, lui invece no, undicesimo. Eppure sostiene che di più non poteva fare: «

Con questa macchina non potevo fare di meglio che undicesimo. Cercherò di trarre il massimo magari con una mescola».

La Ferrari in Germania ha portato anche il terzo motore stagionale, così come hanno fatto la Mercedes e la Red Bull sulla monoposto di Albon. Ma non è la power unit la novità risolutiva

Da segnalare il ritorno, ancora, di Nico Hulkenberg. Il tedesco è stato richiamato questa mattina all’ultimo minuto per sostituire Lance Stroll, che non si è sentito bene. Il canadese della Racing Point all’ultimo giro di tamponi era risultato negativo. L’esame è stato ripetuto questa mattina e si attende l’esito.

Hulk, a inizio stagione, aveva già preso il posto di Sergio Perez, contagiato dal Covid (ora guarito e regolarmente in pista), nelle due gare a Silverstone. Per un team ambizioso come quello di Lawrence Stroll non avere una riserva pronta ai box è inspiegabile. Risultato: ultimo Hulkenberg montato in macchina senza un minimo di preparazione.

Bravo Antonio Giovinazzi, è riuscito a passare la prima sessione (Q1) al contrario di Kimi Raikkonen, escluso. Un bel risultato sulla strada della conferma in Alfa.

10 ottobre 2020 (modifica il 10 ottobre 2020 | 18:18)

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